Un uomo in fallimento di David Lescot, secondo capitolo di Resistenze Teatrali

Una donna coraggiosa, un uomo in fallimento e un mandatario liquidatore, all'occorrenza psicologo e grillo parlante (la coscienza), riempiono gli spazi angusti di una separazione, che è a tutti gli effetti un vero e proprio fallimento civile. Viola Graziosi, nella parte della donna coraggiosa e rispettosa delle leggi, prende la solenne decisione di lasciare Graziano Piazza, il compagno visionario e nullafacente nella finzione e il regista di questa stupefacente lettura. L'amore non basta a tenere insieme la coppia. Così inizia la straziante riconsegna degli oggetti appartenuti ai due, libri compresi. In questa fase delicata e cruciale, giunge in loro aiuto, un'abile liquidatrice come Elisabetta Pozzi, che venderà una a una le cose appartenenti all'uomo senza un lavoro e senza un soldo, eccetto l'indispensabile per vivere come il confortevole letto, il frigorifero e un piatto. Ai dialoghi si alternano i monologhi dei tre personaggi che oscillano tra un'apparente quiete e una sorda disperazione. I problemi del vivere quotidiano, ingigantiti dalle umanissime paure e dalla solitudine, diventano microscopici sul finale, in cui Piazza rimpiccolisce, rendendo le problematiche finora affrontate e irrisolte, cose di poco conto. Non conoscevo questo interessante testo francese di Lescot e ho apprezzato la regia essenziale e psicologica di Graziano, attore e regista stimatissimo fin dai tempi di Schifo. Oltre alla regia, ho trovato estremamente convincente il personaggio che interpreta, il prototipo dell'uomo comune che non ha nulla da perdere non possedendo altro che un libro esistenziale e salfivico. Molto bello il monologo delirante in cui avviene l'incontro/scontro tra Piazza e un frigorifero che langue e ha ben poco da offrirgli. Viola Graziosi rappresenta in questo riuscitissimo esperimento teatrale, il coraggio che ogni donna dovrebbe avere nei confronti di un uomo finito che sceglie di abbandonare, nonostante un momentaneo ripensamento, anziché passare una vita a due fallimentare. Mi è piaciuto molto il suo rigore e i tempi perfetti del suo addio. Davvero magnifica Viola. Infine Elisabetta Pozzi che ho avuto il piacere di rivedere in scena questo pomeriggio nei panni di un mandatario/grillo parlante, ha saputo rappresentare assai bene il devastante peso delle pratiche burocratiche che dovrebbero garantire un senso di ordine ma che in realtà spiazzano. Dietro il suo fare pignolo e la lettura di un inventario di oggetti di cui disfarsi, si cela l'universo interiore di una donna sensibile e comprensiva. La lettura è corale e coinvolgente. Rivedrò lo spettacolo sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano. Invito a vederlo perché il teatro è aperto, è un momento di confronto e di crescita e consente attraverso il web di conoscere dei grandissimi attori come Graziano Piazza, Viola Graziosi ed Elisabetta Pozzi.
Lo spettacolo sul canale youtube del CTB

La barbona e il pappagallo con Elisabetta Pozzi

Sono entrata sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano per assistere a una lettura entusiasmante come La barbona e il pappagallo, dal testo del drammaturgo, attore e regista Vittorio Franceschi. Questa lettura interpretata da una straordinaria attrice come Elisabetta Pozzi, inaugura la versione a porte chiuse della fortunata rassegna di drammaturgia contemporanea Teatro Aperto giunto alla IV edizione, ideata e curata dalla signora Pozzi. La recensione La protagonista di questa poetica lettura scenica è una barbona che vive da anni senza fissa dimora, senza lavoro, senz'amore. Anche lei un tempo "si è innamorata di un essere umano", lo racconta a Pippo, il suo unico confidente e amico pappagallo che partecipa all'azione e al racconto con un cadenzato gracchiare mentre la vagabonda donna senza età, ripercorre gli anni più belli e più strazianti della sua vita. Lei parla a se stessa, ai passanti, al mondo, chiedendosi "come si è svegliata l'umanità stamattina". Come fossero i reperti che sistemava negli anni migliori del suo lavoro in un museo archeologico, gli individui osservati sembrano appartenere a un passato remoto come la figura muliebre di età pompeiana con le tette rifatte. In questa pièce ci sono diversi linguaggi, anche il pappagallese per rendere possibile il dialogo con il suo vecchio amico. Il più vivo e doloroso tra i ricordi, è quello di suo figlio, soprannominato 'crisantemo', una sorta di Piccolo Principe, un essere sensibile e indifeso, sognatore e amante dell'astronomia, insomma, un figlio diverso da tutti gli altri. L'amore è visto dalla barbona come una sottrazione. E la sottrazione per il figlio nato per sbaglio, inizia quando al planetario incontra la ragazza che segnerà per sempre il suo destino. L'incontro con questa Ninfa che per un po' ha nutrito la sua felicità, lo corrode e saranno devastanti per il giovane, gli effetti di questo amore. Elisabetta fluttua tra le parole e il tempo, raccontando un dolore senza fine o soluzione, come l'esistenza che si è ritrovata a vivere. E la sua performance meravigliosa, emozionante, arriva al pubblico in un teatro vuoto eppure aperto ai teatranti, ai lavoratori dello spettacolo, agli artigiani, ossia a coloro che, come ricorda nel suo discorso introduttivo l'autore Franceschi, esprimono la propria arte "con il sacrificio, il metodo e la disciplina che dura una vita". E' stata un'esperienza catartica, dopo tanto tempo e senza le luci dei cellulari accesi in sala e di quel pubblico disattento e scortese che troppo spesso ha reso lo spettacolo a cui stavo assitendo, dispersivo. Non avrei mai creduto che un dispositivo mobile, mi restituisse ciò che appresi ai tempi dell'università, attraverso le lezioni di Ferruccio Marotti alla Sapienza e che avevo smarrito. Ho ritrovato in questo spettacolo la purezza e il candore dell'attore che dona se stesso, in ogni singola parte e senza riserve. Il calore umano emanato dalla barbona, nonostante il gelo della sua esistenza, mi ha fatto pensare al gelo del teatro eduardiano, alla tensione, alla concentrazione assoluta dell'attore in scena, al suo donarsi all'arte. Ho trovato Elisabetta Pozzi davvero sublime e non vedo l'ora di assistere al prossimo spettacolo che seguirò sul canale youtube del Centro Teatrale Bresciano.

La parola a papa Gregorio XI (Romano Talevi) e alla regina Giovanna I (Rita Pasqualoni). L'intervista

E' la prima volta che mi capita d'intervistare un Papa e una Regina sulla scena.
Nel disorientamento totale causato da una pandemia e dopo la chiusura, il teatro torna a essere un faro e Caterina Il potere della parola, la pièce scritta e diretta da Elisabetta Bernardini e in scena il 2, 3 ottobre 2020 al Chiostro Monumentale Palazzo dei Domenicani in Piazza della Minerva, 42, è lo spettacolo che cercavo e per saperne di più ho incontrato due dei personaggi più emblematici: Papa Gregorio XI e la Regina Giovanna I di Napoli, interpretati rispettivamente da Romano Talevi e Rita Pasqualoni.
Scopriamo insieme di che parla questo spettacolo con i due attori!

L'intervista di Tania Croce

La storia è ambientata nel '300, secolo di trasformazioni e di profonda crisi del papato. Il quattordicesimo secolo, è un momento storico dove le idee e le parole, come sottolinea il titolo della vostra pièce hanno un valore morale e religioso altissimo, se poi a pronunciarle è la religiosa, teologa e mistica Caterina, destinata alla santità. Papa, regine e sante quale messaggio intendono consegnare al pubblico dei nostri tempi? 

Romano) Ho sempre creduto che in una attenta lettura della storia si possano trovare analogie con i tempi che stiamo vivendo. Certamente i tempi sono cambiati, l’uomo ha vissuto trasformazioni epocali, ha attraversato pestilenze, rivoluzioni, cambiamenti climatici, si sono evoluti i nostri diritti, la scienza ha debellato malattie, ci ha portato sulla Luna e fra un po’ su Marte, la Chiesa è cambiata ampliando i suoi orizzonti. Dal XIV secolo ad oggi le cose, almeno apparentemente, sono mutate, ma certamente dobbiamo molto a quelle donne e uomini che in quelle epoche cosi difficili dal punto di vista politico, umanitario, in cui la vita era meno di zero, ricco di credenze arcaiche e dogmatiche, hanno messo in atto azioni rivoluzionarie che hanno poi cambiato il corso della Storia. Caterina, in un mondo di uomini, ha fatto valere le sue idee, mettendo in crisi regnanti e potenti dell’epoca cambiandone, come nel caso di papa Gregorio XI, addirittura le sorti. E’ anche vero che Gregorio aveva già preso l’importante decisione di riportare la sede Papale a Roma, poi continuamente rimandata, ma sicuramente il carteggio tra i due e poi il loro incontro ad Avignone è stata la spinta decisiva per questo evento cosi importante che diede una nuova svolta agli assetti politici e spirituali dell’epoca. Per cui il messaggio che questi personaggi possono mandarci dalla loro epoca è che il valore delle proprie convinzioni e la tenacia con cui vengono perseguite possono cambiare il corso degli eventi, nel bene e nel male certo, ma seguire le proprie idee e i valori morali delle nostre convinzioni ideologiche può cambiare il corso della nostra vita, in fin dei conti ognuno di noi fa parte della storia, perché noi siamo la Storia. 

Rita) La regina Giovanna I di Napoli fu monarca assoluta per 40 anni. Fu una regina illuminata, colta e raffinata. Spietata ma generosa, vendicativa ma capace di agire con diplomazia. Dimostrò molto coraggio non piegandosi mai ai nemici, alle invasioni, al papa. Forse le parole di Caterina sono le uniche che la mettono in crisi, se così si può dire. Quantomeno la turbano: riconoscersi umili “…perché l’anima la quale conosce sé non essere, ma l’essere suo cognosce avere da Dio, non può levare il capo contra il suo Creatore perché la cosa che da sé non è non può insuperbire” e ancora”… se Dio è per voi ne uno sarà contra voi” spronando Giovanna a riconoscere Urbano come vero papa. E a fronte di questo turbamento forse oggi Giovanna potrebbe dire di aver pagato un prezzo troppo alto per avere difeso le sue idee e il suo regno fino alla fine. Per avere creduto che “Non può esistere un Dio cattivo”. Credo che Giovanna ci interroghi ancora una volta sul quesito irrisolto dell’uomo: cosa significa fare la volontà di Dio?

La regina Giovanna I, anche contessa di Provenza e di Forcalquier, una delle prime donne europee a regnare per proprio diritto e Papa Gregorio XI, l'ultimo papa di Avignone prima che la sede papale fosse riportata a Roma nel 1377, come hanno cambiato la storia?

Romano) Diciamo che in parte credo di aver già risposto nella tua prima domanda. Di certo Papa Gregorio XI ha fatto una scelta molto difficile considerando il potere temporale e spirituale che aveva il papato del XIV secolo su tutte le reggenze del mondo, per cui trasferire la sede papale da Avignone a Roma non è certo stata impresa facile, tanto è vero che alla sua morte poi ci fu lo scisma con Clemente VII, l’antipapa ad Avignone, e Urbano V Papa a Roma. Fu di certo una scelta molto impegnativa e di non facile attuazione, ricca di imprevisti ed ostacoli, soprattutto politici, ed anche economici , viste le poche risorse di cui disponeva la Chiesa, fu quindi costretto a chiedere soldi in prestito che molto spesso gli vennero negati, ma alla fine ci riuscì. Il grande cambiamento che Gregorio portò con se fu la Pace, e per un certo tempo l’equilibrio politico. Pacificò la Chiesa con le città italiane che avevano mosso guerra alla Santa Sede, unificò il regno di Sicilia e Napoli, ottenne la tregua tra Inghilterra e Francia, insomma da uomo meschino e senza polso come fino a cinquanta anni fa era stato definito si è invece dimostrato uomo coscienzioso, discreto politico e uomo di levatura spirituale, cose non di poco conto se si considera la pressione che poteva avere su di se quell’uomo mite che teneva più alla spiritualità della Chiesa che ai beni temporali. Sta di fatto che ora la Sede Papale è a Roma, alla fine questo è stato il grande cambiamento, per cui merito a lui. 

Rita) Giovanna ha regnato in un mondo di uomini. Un mondo dove le donne avevano pochissima voce in capitolo. Possiamo immaginare i pregiudizi, le difficoltà e le ostilità che ha dovuto fronteggiare.
Nonostante ciò è stata una donna che si è assunta le proprie responsabilità mettendoci, come si dice oggi, “la faccia” in prima persona. Non ha mai rinnegato niente del suo operato, né pubblico né privato. Oggi il mondo è cambiato, fortunatamente, e le donne possono prendersi il proprio posto e riconoscimento anche se ancora con qualche “lotta” e disparità. Credo che Giovanna possa essere un esempio di come si possa cambiare il proprio percorso e la storia combattendo per ciò in cui si crede.

Com'è stato essere Papa e Regina, avevate interpretato prima ruoli simili?

Romano) Per quanto mi riguarda è la prima volta che interpreto un Papa, avevo già interpretato il Cardinale Wolsey nel dramma di William Shakespeare “Enrico VII”, ma mai un Papa. Devo dire che mi piace mettermi nei panni di personaggi realmente esistiti, ti da modo di studiare e approfondire attraverso i loro accadimenti, non solo la loro storia personale, ma anche la Storia del mondo e dell’essere umano, è affascinante. Poi questo Papa con i suoi dubbi e le sue incertezze, che comunque alla fine prende una decisione più grande di lui, mi sta simpatico e mi piace farlo rivivere in questa pièce. C’è tutta la fragilità di un uomo di potere costretto dalla storia a dover compiere una azione che va contro tutto e tutti, caricandosi sulle spalle le gravi responsabilità che comporta, questo come attore mi stimola e mi diverte naturalmente. 

Rita) E’ la prima volta che interpreto un personaggio di questa levatura. Ho cercato di trovare nella sua fierezza e potenza le fragilità a queste legate. Ho cercato il dubbio. In modo da restituire quel conflitto spirituale che è proprio di ogni essere umano.

Quali progetti avete dopo questo affascinante spettacolo?

Romano) Affascinante davvero, la cornice è molto suggestiva e l’allestimento ben curato, siamo soddisfatti e contenti di poter tornare in scena dopo diversi mesi di fermo dovuti al difficile momento che stiamo vivendo, per cui ci sentiamo un po’ miracolati. Per quanto riguarda i nostri progetti futuri, almeno nel teatro, siamo in stand by per il momento. La difficile situazione, con la contingentazione a cui siamo costretti nei teatri limita le nostre pruderie teatrali in attesa che tutto passi e di tempi migliori, idee frullano nella testa certamente, ma con prudenza. Io personalmente dovrei riprendere le registrazioni della trasmissione con Paolo Bonolis, “Avanti un Altro”, dalla seconda metà di ottobre, ma siamo ancora in attesa di conferme ufficiali. Poi più in là c’è all’orizzonte un bel progetto cinematografico, ma per il momento nessuna certezza. Il momento è molto complicato per il nostro settore e per chi vive di questo mestiere, al momento ci godiamo questa bella opportunità, per il resto vedremo, ma siamo fiduciosi. W L’ARTE! 

Rita) Il mio prossimo impegno è nello show televisivo “Tu si que vales” . Sto registrando da luglio dei mini show inseriti nel programma. Trattasi di Nebula, il personaggio creato dall’attrice torinese Chiara Bosco che ha avuto molto successo. In questo ambito io sono Clotilde…ne vedrete delle belle!

Dopo un'intervista simile non mi resta che immergermi nella storia e rivivere quegli anni di grandi rivoluzioni.
Un grazie di cuore agli attori e amici Rita Pasqualoni e Romano Talevi!

(Rita Pasqualoni) la regina Giovanna I

                                                       (Romano Talevi) Papa Gregorio XI

Torniamo in compagnia con Il Teatro de' Servi tra spettacoli inediti e comic show

 Dopo la chiusura imposta da lockdown, il Teatro de’ Servi è pronto a ripartire “in compagnia”, il 24 settembre, con una nuova doppia stagione.
Ad affiancare il variegato cartellone di commedie, quest’anno ci sarà una grande novità: una originalissima programmazione dedicata al “one man show”.

18 spettacoli inediti, di cui nove commedie e nove comic show, con grandi nomi del panorama teatrale e televisivo, da Nicola Pistoia a Barbara Foria, da Marco Simeoli a Sergio Viglianese, da Veronica Liberale a  Sergio Giuffrida, per ricominciare in tutta sicurezza, tra divertimento, sorrisi e spunti di riflessione.

“La distanza più breve tra due persone è un sorriso”- dichiara il direttore artistico, Stefano Marafante  -“tornate in compagnia, tornate a teatro, ci ritroveremo più vicini che mai. Il teatro ha bisogno di ripartire, il pubblico ha il diritto di sentirsi accolto, di sorridere, di condividere emozioni, di sentirsi parte integrante di una comunità.”

“Torniamo in compagnia” è infatti il claim scelto per identificare la nuova variegata stagione del teatro di Via del Mortaro, incentrata sul ritrovarsi “insieme”, a sottolineare la funzione sociale del teatro.

Una porta che si riapre, un sipario che si rialza su una programmazione che vedrà alternarsi commedie e cabaret, prosa e comicità, tra conferme e novità assolute. Vita contemporanea, attualità, storie avvincenti e coinvolgenti,  arricchite da  leggerezza e ironia .

Apre la stagione 2020-2021 la commedia  Cose popolari”, un viaggio nella quotidianità e nei  destini con Nicola Pistoia, Ariele Vincenti, Francesco Stella, Giordana Morandini; mentre ci si immergerà nell’ humor e giochi di parole di “Luci ( e ombre) della ribalta” con Marco Zordan, Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed e nel tenero e divertente “Beate Noi”, con Francesca Nunzi e Milena Miconi, dirette da Diego Ruiz nei panni di Santa Rita da Cascia e Santa Silvia da Brescia che scoprono di aver perso il loro posto nel calendario.

Spazio poi alla nuovissima commedia diretta da Roberto Marafante e Mirko Corradini, “La COVIDa loca”, ispirata all’esperienza della quarantena, e allo spettacolo vincitore del “Premio Comic Off Teatro de’ Servi”, “CTRL Z” di Annabella Calabrese e Daniele Esposito, entrambi alle prese con la tematica del lavoro e dei colpi di scena imprevedibili della vita e degli incontri.

Ritroveremo ancora linventiva e la fantasia di Veronica Liberale ed Antonio Romano, rispettivamente con “Questa strana voglia di vivere” e “Ti dedico una canzone”.

Altro ritorno quello di Marco Simeoli e Francesca Nunzi con il loro  inedito ”Shakespeare per attori anziani”, e di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi . Il duo comico, insieme a Valeria Monetti e Daniele Derogatis , sarà appunto protagonista del nuovo spettacolo Una zitella da sposare.

Per la rassegna “Comic show”, invece,  si alterneranno sul palcoscenico importanti nomi della scena cabarettistica contemporanea, i quali stupiranno e divertiranno il pubblico con battute, freddure, imitazioni, musica, ponendo l’attenzione in chiave umoristica sui nostri vizi e le nostre virtù, il tutto a partire da Makkekomiko”, un laboratorio di scrittura comica per professionisti nato dalla mente di Alessandro Mago Mancini dopo l’esperienza maturata nel teatro e nel cabaret nel gruppo della “Fattoria dei Comici” di Serena Dandini. A seguire Sergio Viglianese con “Il Buono, il Brutto, il Meccanico”, Barbara Foria con “Euforia”, Fabian Grutt con “Sostanze genetiche extra light”, Sergio Giuffrida con “Oggi sparo a zero”, Fabrizio Gaetani con “Mangia come Parli”, Carmine Faraco con “Un laboratorio della risata”, Marco Passiglia con “Euforismi” e Alexandra Filotei con “Torte, Tic e Tacchi a spillo”.

Tornate a teatro in compagnia. Il Teatro de’ Servi vi aspetta!!

 

                         Cose Popolari il 24 settembre 2020 aprirà la Stagione 

                                                               (in foto)


"L'accendino magico" apre la stagione 2020/2021 del Teatro Golden

 Apre la stagione 2020 2021 del Teatro Golden "L'accendino magico" la commedia ironica e surreale diretta ed interpretata da Claudio Greg Gregori, che l'ha scritta insieme a Riccardo Graziosi in scena da mercoledì 23 settembre e fino a domenica 11 ottobre

Sul palco con Greg a raccontare questa storia che oltrepassa le dimensioni della realtà, intriga e diverte tra dimensioni parallele e personaggi caleidoscopici ci saranno Riccardo GraziosiClaudia CampagnolaLallo CircostaVania della BidiaRoberto Fazioli.  La storia de "L'accendino magico" ha inizio in una villetta al mare, dove due coppie di coniugi ed un loro amico di famiglia programmano un'escursione in barca per il giorno dopo. Ma ecco che, per caso, uno di loro trova un vecchio accendino trafugato casualmente in un monastero inglese, che si rivela magico da subito perché permette di varcare le dimensioni, una chiave tanto ambita da scatenare un'avida corsa al potere. E la chiave di volta di questa pièce è proprio il potere in tutte le sue sfaccettature che affascina i protagonisti.  Chi è che non ha voglia di potere al giorno d'oggi per migliorare la propria vita? Così volta per volta ogni protagonista ha l'opportunità di trovare esaudito un enigma che da sempre tormenta e nel contempo affascina ognuno di noi: come sarebbe la nostra vita in un'altra dimensione, in un modo parallelo? 
Una commedia surreale, ironica, dissacrante che offre al pubblico due ore di rocambolesco divertimento! 

Marco Rossi è Gianfranco Stevanin. L'intervista

Lo sguardo è cupo, impenetrabile. Un volto da duro, magnetico e sfuggente quello dell'attore Marco Rossi, è stato scelto e diretto dal regista Cristian Di Mattia in Stevanin, non ricordo di averle uccise, un documentario sulla storia di Gianfranco Stevanin, il serial killer italiano colpevole di violenza sessuale e dell'omicidio di sei donne tra il 1993 e il 1994, che si racconta in un’intervista dal carcere di Bollate. Marco mostra accanto a due attrici, i dettagli della vicenda. Le immagini sono scandite dalla voce narrante del killer. Il mostro racconta mentre l'attore rappresenta gli atroci fatti.
Ho saputo di questa sua nuova ed entusiasmante esperienza cinematografica, così ho pensato di fargli qualche domanda per scoprire il lavoro sul personaggio e l'esperienza personale vissuta dall'attore teatrale e cinematografico, noto con lo pseudonimo di Angelo Targhini.


L'intervista di Tania Croce


Anche gli attori, i registi e i lavoratori dello spettacolo hanno dovuto fare i conti con il distanziamento, le mascherine, il lockdown ma il cinema ha intrattenuto gli italiani costretti all'isolamento domestico. Sei stato coinvolto in un progetto interessante: il documentario sulla vicenda di Gianfranco Stevanin nella quale interpreti proprio il ruolo del mostro condannato all'ergastolo per aver ucciso 6 donne e per aver smembrato e occultato i cadaveri delle amanti. Sono terminate da poco le riprese, me ne vuoi parlare?

Sono appassionato di cronaca nera fin da bambino, andavo spesso a comprare la rivista Cronaca Vera per la mamma, un giornale molto pesante per l' età che avevo.
Ricordo il caso Pacciani e anche Stevanin. Non avrei mai pensato che un giorno lo avrei interpretato io.

Il tuo volto espressivo, ha orientato la scelta del regista. E' stato un lavoro psicologico delicato che deve averti messo alla prova. Cosa hai provato nei panni di un mostro?

Sai a me piace far sorridere. Non ti nascondo che interpretare Stevanin  è stato pesante interiormente, ho provato come una forma di autolesionismo. Nelle scene crude mi sono sentito vuoto dentro però è stata una bella esperienza. Come Vittorio Gassman credo che "Non si recita per guadagnarsi il pane… si recita per mentire, per smentirsi, per essere diversi da quello che si è. Si recitano parti di eroi perché si è dei vigliacchi, si recitano parti di santi perché si è delle carogne, si recita perché si è dei bugiardi fin dalla nascita e soprattutto si recita perché si diventerebbe pazzi non recitando…" 
Anche le mie colleghe mi sono state d'aiuto. Sono state veramente brave Maria Grazia Soraci e Carola Santopaolo. (in foto)



 Come hai passato il lockdown?

L'ho passato come tutti, nell'attesa. Su questo virus spero che presto le cose possano migliorare per tutti. Nel caso in cui dovessero chiudere di nuovo, preparerò fettuccine e gnocchi visto che mi piace cucinare. 

Dove potremo vederlo?

Su Dplay è possibile vedere questo documentario all'interno del quale è ricostruita la vicenda del serial killer che non ricorda di aver ucciso le prostitute con cui ha avuto relazioni sessuali! 



Note biografiche
Marco Rossi originario di Tivoli, ha preso parte a film e fiction di successo tra cui "Romanzo Criminale", "Donna Detective" e "Il Commissario Rex" con Ettore Bassi, ha recitato anche ne "I Cesaroni 2", svolge da anni la professione di pittore decoratore firmandosi Angelo Targhini, come l'omonimo personaggio nel film "Nell'anno del Signore" di Luigi Magni, ama il suo lavoro e la sua famiglia e da quando è approdato al teatro, (dopo due anni di Laboratorio al Teatro Sette), si è appassionato a recitare anche sulle tavole del palcoscenico, ma la cosa che ama di più è il mestiere di vivere, che lo ispira fin dalla tenera età. 

Giunge alla II edizione Fare Critica, il Festival interamente dedicato alla critica a Lamezia Terme ad ottobre

 

Mimì è la voce del cuore per Maria Carolina Salomè. L'intervista

 Incantata dall'omaggio a Mia Martini dell'attrice, cantante, drammaturga, regista e donna Maria Carolina Salomè, allieva di Pupella Maggio e artista poliedriaca e piena di grazia, ho desiderato intervistarla e lei mi ha cortesemente concesso un'emozionante intervista che vorrei farli leggere con il cuore

L'intervista di Tania Croce


Cos'è Mimì per te?

E' La Voce del cuore

  

Mi vuoi parlare del sogno realizzato ossia quello di rendere omaggio alla cantante e alla donna Mia Martini?

 Quando ho iniziato a fare la cantante erano gli anni “bui” di Mimì e io per lottare contro le dicerie che si sentivano in giro, portavo in tournée i suoi brani nella disapprovazione generale. Qualche anno fa dopo un mio periodo “buio” ho ripensato a Mimì, alla sua rinascita, alla sua capacità di resistere all’annullamento a cui era stata sottoposta e alla  sua capacità di rinascere e mi ha dato molta forza. Uscita da quel tunnel, mi è venuto naturale rendere omaggio a questa grande artista  che mi accompagna da tutta la vita.

 Cosa vuoi trasmettere attraverso questo concerto ripreso dopo una pausa forzata?

 La rinascita e la rivincita. Fanno parte della storia di Mimì, ma sono anche l’augurio per tutta una categoria di lavoratori dello spettacolo che sta attraversando momenti molto difficili e la cui sopravvivenza è messa a dura prova.

La musica ha alleviato le sofferenze in questi mesi di lockdown. Come hai trascorso questo tempo? 

 Prima ho cominciato a mettere ordine fra cose che non guardavo più da una vita: fotografie, bottoni, articoli di giornale, multe, fatture, cose poetiche ed evocative si alternavano senza alcun filo logico a cose più concrete. Poi piano piano ho cominciato a uscire in orari serali, avevo bisogno di non sentirmi in gabbia camminavo almeno per un’ora tutti i giorni. Non  riuscivo a stare al telefono più di tanto,non riuscivo a pensare a niente di artistico, ho visto tantissime serie anche fino alle 4 di notte, poi mi sono detta che non andava bene e ho cercato di rientrare in ritmi normali. Mio figlio era dal padre e ci sono stati momenti in cui ho sentito profondamente la sensazione della solitudine, ma non mi ha fatto paura. C’erano tre o quattro chat che mi hanno aiutata a passare il tempo ex compagni del CSC e ex compagni delle elementari e genitori delle medie di mio figlio. Eppure poi, quando è finito tutto, sono stata tra quelle persone che ha fatto fatica a rientrare nella normalità, uscivo controvoglia e non vedevo l’ora di rientrare in casa. È durato un po’ e poi la “normalità” ha ripreso il sopravvento.

 Mi piace pensare che le note degli artisti scomparsi possano risuonare all'infinito nel cosmo, credi sia davvero così?

È una bellissima immagine. In fondo la musica è vibrazione, come l’energia del cosmo, come la vita e come l’amore che tutto fa vibrare.

Chi vuoi ringraziare per la collaborazione e a chi dedichi questo meraviglioso omaggio?

Ringrazio Gigi Zito (batteria) al  quale mi sono rivolta per l’organizzazione della parte musicale,  Pino Soffredini (chitarre), Gianni Ferretti (tastiere) e Stefano Scoarughi (basso) perché si sono lasciati coinvolgere in questa avventura e oltre alla loro grande professionalità ci mettono anche tanta  passione.

Dedico lo spettacolo a mia madre

MIMì PER ME

Lunedì 10 agosto ore 21:30

Tempio di Giove Anxur- Terracina (LT)- Piazzale Loffredo

Biglietti: 15 euro

Per prenotazioni: tel. 329 8136968; 339 5351785


Note biografiche da Wikipedia

Nel 1984 debutta in televisione come cantante del gruppo vocale i Macedonia, ospiti fissi della trasmissione RAI Fantastico 5, condotta da Pippo BaudoHeather Parisi ed Eleonora Brigliadori. Inizia a studiare recitazione con Gisella Burinato e Pupella Maggio. Nel 1988 dopo aver svolto attività di corista e cantante, ed essere arrivata in semifinale a Castrocaro, si sottopone alle selezioni del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove viene iscritta per diplomarsi nel 1990. Nel 1994 viene selezionata per San Remo Giovani nella categoria Interpreti e partecipa alle due puntate televisive su RAI 1 con la canzone di Ivano Fossati Le notti di maggio.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1990 insieme ai suoi compagni di corso Alberto MolinariMarco Galli, Federico Scribani, Enrico Lo Verso e Paola Magnanini in Volevamo essere gli U2 scritto e diretto da Umberto Marino. Lo spettacolo è un successo, viene replicato a Roma per 4 stagioni consecutive, gira l’Italia e vince il Biglietto d’Oro nella stagione 1991/92. Nel 1991 partecipa al Festival di Spoleto con la commedia di Umberto Marino Ce n’est q’un début, regia di Massimo Navone con Sergio RubiniMargherita BuyGiuseppe CedernaFabrizio BentivoglioRoberto de FrancescoFiorenza MarchegianiAlberto Molinari e Federico Scribani. Nel 1993 lavora con Margaret Mazzantini nella prima edizione di Manola presentata al Quirino nell’ambito della rassegna Passi a due curata da Ennio Coltorti. Nel 1994 è protagonista dello spettacolo Da me o da te di R. Ryton con la regia di Stefano Reali e nello stesso anno lavora anche allo spettacolo Carne di Struzzo scritto e diretto da Adriano Vianello con Francesco Salvi. Nel 1997 lavora alla creazione dello spettacolo di musica e letture Il sogno del marinaio, che la vede impegnata come cantante e attrice, in vari festival. È inoltre nel cast del musical Snoopy di Charles Schulz diretto da Riccardo Cavallo. Lo stesso regista la dirige l’anno seguente in Gente di Dublino. Sempre nel 1998 è protagonista del monologo La voce umana di Jean Cocteau. Nel 2002 debutta come autrice con il monologo Sarebbe bastato avere 30 anni nel 2000, da lei scritto ed interpretato, per la regia di Pietro de Silva. Nello stesso anno lavora l’adattamento teatrale di racconti di Dino Buzzati, e porta in teatro lo spettacolo D… come Buzzati scritto in collaborazione con Mario Palmieri. Fonda con Betta Cianchini il duo cabarettistico le Cinciallegre. Nel 2003 lavora di nuovo con Riccardo Cavallo ne I Persiani di Eschilo e sempre nel 2003 interpreta Emily Dickinson nello spettacolo di Silvia Lo Russo Dialoghi interiori. Nel 2011 nell’ambito della manifestazione Teatro in musica elettronica nello spazio Interzona di Verona partecipa al reading musicale Quantas sabedes scritto da Francesco Giuseppe Prete con musiche di Francesco Venerucci e la regia di Laura Paola Borello. Nel 2018 porta in scena con Gabriele Maiolo lo spettacolo di teatro canzone Scusami cara, con la partecipazione di Ermanno Dodaro al contrabbasso e ai testi e Alessandro Russo alla batteria. Nell’ottobre dello stesso anno è tra i protagonisti della nuova pièce di Umberto Marino Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco. Nel 2019 porta in scena la sua nuova commedia musicale L’amore è una scusa, nella quale recita e canta al fianco di Alessandro Molinari e Federico Scribani.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 partecipa al film Volevamo essere gli U2 con la regia di Andrea Barzini che viene selezionato per il Festival di Venezia nell’ambito della categoria Vetrina Italiana. Nel 1994 partecipa al film di esordio di Antonello Grimaldi Il cielo è sempre più blu e a Diario di uno stupratore di Giacomo Battiato. Nel 1995 è nel cast di Consigli per gli acquisti con la regia di Sandro Baldoni. Nel 2018 gira come regista e sceneggiatrice il cortometraggio Rapsodia in Blue, premiato con il Best Foreign Short Award al Lady Filmmakers Film Festival a Beverly Hills. Nell’ottobre del 2018 Rapsodia in Blue è in concorso al South Film and Arts Academy Festival di Rancagua, dove Maria Carolina Salomè viene premiata come miglior regista esordiente e gli interpreti Giulia Carpaneto Daste e Luigi Tuccillo come migliori attori protagonisti. Il film ottiene inoltre la menzione d’onore per la miglior colonna sonora originale, composta da Anton Giulio Priolo, e per la direzione artistica.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 Ragazzi nervosi, regia di Anselmo Sebastiani
  • 1990 In una notte di chiaro di luna, regia di Lina Wertmüller
  • 1990 Evelina e i suoi figli, regia di Livia Giampaolo
  • 1992 Volevamo essere gli U2, regia di Andrea Barzini
  • 1992 Quando eravamo repressi, regia di Pino Quartullo
  • 1993 Strane storie, regia di Sandro Baldoni
  • 1993 Da qualche parte in città, regia di Michele Sordillo
  • 1993 La vera vita di Antonio H, regia di Enzo Monteleone
  • 1994 Il cielo è sempre più blu, regia di Antonello Grimaldi
  • 1994 Diario di uno stupratore, regia di Giacomo Battiato
  • 1995 Consigli per gli acquisti, regia di Sandro Baldoni

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1990 Volevamo essere gli U2, regia di Umberto Marino
  • 1991 Ce n’est q’un début, regia di Massimo Navone
  • 1993 Manola, regia di Ennio Coltorti
  • 1994 Da me o da te, regia di Stefano Reali
  • 1994 Carne di struzzo, regia di Adriano Vianello
  • 1997 Snoopy, regia di Riccardo Cavallo
  • 1997 Il sogno del marinaio, regia di Maria Carolina Salomè
  • 1998 La voce umana, regia di Claudio Boccaccini
  • 1998 Gente di Dublino, regia di Riccardo Cavallo
  • 1999 Alarms, regia di Andrea Brambilla
  • 2002 Sarebbe bastato avere 30 anni nel 2000, regia di Pietro de Silva
  • 2002 D… come Buzzati, regia di Mario Calmieri
  • 2003 Dialoghi interiori, regia di Silvia Lo Russo
  • 2003 I Persiani, regia di Riccardo Cavallo
  • 2011 Quantas sabedes, regia di Laura Paola Borello
  • 2018 Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco, regia di Umberto Marino
  • 2019 L’amore è una scusa, di Maria Carolina Salomè

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 Fantastico 5
  • 1990 Stelle in fiamme (serie tv), regia di Italo Moscati
  • 1990 Una famiglia in giallo (serie tv), regia di Luciano Odorisio
  • 1992 Per amore o per amicizia (serie tv), regia di Paolo Poeti
  • 1995 L’Avvocato delle donne (serie tv), regia di Andrea e Antonio Frazzi

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992 I viaggi di Gulliver, di Attilio Corsini
  • 1994 Il padiglione orientale, di Franca Alessio
  • 1994 Vizio di famiglia, di Edoardo Erba

Regia[modifica | modifica wikitesto]

  • 2018 Rapsodia in Blue

“Mimì per me" di e con Maria Carolina Salomè il 10 agosto a Terracina

 “Mimì per me”

Omaggio a Mia Martini

Scritto e diretto da Maria Carolina Salomè

Con Maria Carolina Salomè voce solista

E con Gigi Zito direzione musicale e batteria, Gianni Ferretti alle tastiere, Pino Soffredini alla chitarra e Stefano Scoarughi al basso.


Lunedì 10 agosto, nella suggestiva cornice del Tempio di Giove Anxur a Terracina (LT), nell’ambito della rassegna R.Estate in Scena, appuntamento con “Mimì per me”, un omaggio alla figura della celebre Mia Martini a cura di Maria Carolina Salomè.

Lo spettacolo, che ha debuttato a Roma a Maggio del 2019, è scritto e diretto da Maria Carolina Salomè, la quale  si è avvalsa della consulenza musicale di Gigi Zito, per ripercorrere la carriera di Mia Martini attraverso le canzoni più importanti della sua discografia,  dagli anni dei primi grandi successi, passando per gli anni bui della superstizione, fino alle ultime perle musicali.

I brani degli autori che scrissero per Mimì – lei stessa autrice di grande sensibilità – da Ivano Fossati a Franco Califano, da Bruno Lauzi a Chico Buarque de Hollanda, delineano la forma di un concerto nel quale i momenti dei racconti della Salomè, accompagnano con discrezione, quasi come una notazione a margine, la musica e le immagini dei testi. 

La vita di una grande artista incrocia quella di una ragazzina che sogna di diventare una cantante, la prende per mano e non la lascerà mai più.


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

MIMì PER ME

Lunedì 10 agosto ore 21:30

Tempio di Giove Anxur- Terracina (LT)- Piazzale Loffredo

Biglietti: 15 euro

Per prenotazioni: tel. 329 8136968; 339 5351785

Idee nello Spazio 2020 I vincitori

Grande successo al Teatro lo Spazio per la Prima Edizione del concorso

 

IDEE NELLO SPAZIO 2020

 

Tre i corti vincitori, proclamati dal Presidente di giuria Pino Ammendola,  che saranno inseriti nella programmazione della prossima stagione

 

 

Si è conclusa nel fine settimana la Prima edizione del concorso “Idee nello Spazio 2020”, dopo due settimane che hanno riportato l’energia sul palcoscenico del Teatro lo Spazio, all’insegna della passione e della qualità.

Sono stati 35 i corti teatrali in gara che, in 11 giorni di concorso, hanno animato il teatro nel cuore di San Giovanni, diretto da Manuel Paruccini.

Il Teatro lo Spazio continua, dunque, con successo la sua corsa verso il rilancio, registrando un’affluenza di pubblico inaspettata, nonostante le difficoltà dovute al momento storico e sempre nel rispetto delle disposizioni vigenti in relazione al contingentamento.

“Idee nello Spazio” ha dato modo ad  attori , autori e registi di confrontarsi sulle tavole del palcoscenico,  con l’intento di trovare nuove realtà teatrali e dar vita ad un confronto costruttivo più che a una vera e propria competizione .

Il pubblico, che ha affollato le serate accorrendo numeroso, ha infatti avuto modo di partecipare ai dibattiti con la giuria tecnica, composta da artisti e operatori dello spettacolo che hanno dispensato suggerimenti e consigli alle compagnie, con interesse e passione. Tra di essi: Pino Ammendola, Fabrizio Bancale, Riccardo Castagnari, Anna Cuocolo, Gianni De Feo, Valentina De Giovanni, Annalisa Favetti, Attilio Fontana, Maximilian Nisi, Massimo Zannola.

Tre sono i corti vincitori, proclamati nella serata finale  dal presidente di giuria Pino Ammendola,  i quali avranno la possibilità di essere inseriti nella prossima stagione in uno spazio a loro dedicato.

Al primo posto si è classificato “ Occhio al cuore “ di Emiliano Metalli, con Bruno Petrosino e Mauro Toscanelli, al secondo  posto “ L’Ospite” di  Refrigeri- D’arcangelo,  con Chiara Moretti e Paola Salvatori, e al terzo posto “ Mary “ di  Cecchini-Macchiusi, con Federico Maria Galante e Filippo Macchiusi.

Il Premio Miglior interprete femminile è andato a Gisella Cesari, vincitrice anche del Premio Fotobook a cura di Diego D’Attilio,  mentre quello per il  Miglior interprete maschile a Mauro Toscanelli.

Infine, il Premio Spazio Giovani è stato assegnato a “ Secondo Atto “ di Simone Sardo.

 “E’ stato emozionante vedere quanta voglia c’era di tornare ad appropriarsi della scena.” _dichiara il direttore artistico Manuel Paruccini_”Il clima e il livello artistico delle proposte mi riempie  di soddisfazione e orgoglio , segnale evidente di un grande cambiamento, che vedrà la sua conferma con la nuova stagione che speriamo si possa svolgere in normalità .“



Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com  


TEATRO LO SPAZIO

Via Locri 43, Roma

06 77076486/ 06 77204149

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