Torniamo in compagnia con Il Teatro de' Servi tra spettacoli inediti e comic show

 Dopo la chiusura imposta da lockdown, il Teatro de’ Servi è pronto a ripartire “in compagnia”, il 24 settembre, con una nuova doppia stagione.
Ad affiancare il variegato cartellone di commedie, quest’anno ci sarà una grande novità: una originalissima programmazione dedicata al “one man show”.

18 spettacoli inediti, di cui nove commedie e nove comic show, con grandi nomi del panorama teatrale e televisivo, da Nicola Pistoia a Barbara Foria, da Marco Simeoli a Sergio Viglianese, da Veronica Liberale a  Sergio Giuffrida, per ricominciare in tutta sicurezza, tra divertimento, sorrisi e spunti di riflessione.

“La distanza più breve tra due persone è un sorriso”- dichiara il direttore artistico, Stefano Marafante  -“tornate in compagnia, tornate a teatro, ci ritroveremo più vicini che mai. Il teatro ha bisogno di ripartire, il pubblico ha il diritto di sentirsi accolto, di sorridere, di condividere emozioni, di sentirsi parte integrante di una comunità.”

“Torniamo in compagnia” è infatti il claim scelto per identificare la nuova variegata stagione del teatro di Via del Mortaro, incentrata sul ritrovarsi “insieme”, a sottolineare la funzione sociale del teatro.

Una porta che si riapre, un sipario che si rialza su una programmazione che vedrà alternarsi commedie e cabaret, prosa e comicità, tra conferme e novità assolute. Vita contemporanea, attualità, storie avvincenti e coinvolgenti,  arricchite da  leggerezza e ironia .

Apre la stagione 2020-2021 la commedia  Cose popolari”, un viaggio nella quotidianità e nei  destini con Nicola Pistoia, Ariele Vincenti, Francesco Stella, Giordana Morandini; mentre ci si immergerà nell’ humor e giochi di parole di “Luci ( e ombre) della ribalta” con Marco Zordan, Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed e nel tenero e divertente “Beate Noi”, con Francesca Nunzi e Milena Miconi, dirette da Diego Ruiz nei panni di Santa Rita da Cascia e Santa Silvia da Brescia che scoprono di aver perso il loro posto nel calendario.

Spazio poi alla nuovissima commedia diretta da Roberto Marafante e Mirko Corradini, “La COVIDa loca”, ispirata all’esperienza della quarantena, e allo spettacolo vincitore del “Premio Comic Off Teatro de’ Servi”, “CTRL Z” di Annabella Calabrese e Daniele Esposito, entrambi alle prese con la tematica del lavoro e dei colpi di scena imprevedibili della vita e degli incontri.

Ritroveremo ancora linventiva e la fantasia di Veronica Liberale ed Antonio Romano, rispettivamente con “Questa strana voglia di vivere” e “Ti dedico una canzone”.

Altro ritorno quello di Marco Simeoli e Francesca Nunzi con il loro  inedito ”Shakespeare per attori anziani”, e di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi . Il duo comico, insieme a Valeria Monetti e Daniele Derogatis , sarà appunto protagonista del nuovo spettacolo Una zitella da sposare.

Per la rassegna “Comic show”, invece,  si alterneranno sul palcoscenico importanti nomi della scena cabarettistica contemporanea, i quali stupiranno e divertiranno il pubblico con battute, freddure, imitazioni, musica, ponendo l’attenzione in chiave umoristica sui nostri vizi e le nostre virtù, il tutto a partire da Makkekomiko”, un laboratorio di scrittura comica per professionisti nato dalla mente di Alessandro Mago Mancini dopo l’esperienza maturata nel teatro e nel cabaret nel gruppo della “Fattoria dei Comici” di Serena Dandini. A seguire Sergio Viglianese con “Il Buono, il Brutto, il Meccanico”, Barbara Foria con “Euforia”, Fabian Grutt con “Sostanze genetiche extra light”, Sergio Giuffrida con “Oggi sparo a zero”, Fabrizio Gaetani con “Mangia come Parli”, Carmine Faraco con “Un laboratorio della risata”, Marco Passiglia con “Euforismi” e Alexandra Filotei con “Torte, Tic e Tacchi a spillo”.

Tornate a teatro in compagnia. Il Teatro de’ Servi vi aspetta!!

 

                         Cose Popolari il 24 settembre 2020 aprirà la Stagione 

                                                               (in foto)


"L'accendino magico" apre la stagione 2020/2021 del Teatro Golden

 Apre la stagione 2020 2021 del Teatro Golden "L'accendino magico" la commedia ironica e surreale diretta ed interpretata da Claudio Greg Gregori, che l'ha scritta insieme a Riccardo Graziosi in scena da mercoledì 23 settembre e fino a domenica 11 ottobre

Sul palco con Greg a raccontare questa storia che oltrepassa le dimensioni della realtà, intriga e diverte tra dimensioni parallele e personaggi caleidoscopici ci saranno Riccardo GraziosiClaudia CampagnolaLallo CircostaVania della BidiaRoberto Fazioli.  La storia de "L'accendino magico" ha inizio in una villetta al mare, dove due coppie di coniugi ed un loro amico di famiglia programmano un'escursione in barca per il giorno dopo. Ma ecco che, per caso, uno di loro trova un vecchio accendino trafugato casualmente in un monastero inglese, che si rivela magico da subito perché permette di varcare le dimensioni, una chiave tanto ambita da scatenare un'avida corsa al potere. E la chiave di volta di questa pièce è proprio il potere in tutte le sue sfaccettature che affascina i protagonisti.  Chi è che non ha voglia di potere al giorno d'oggi per migliorare la propria vita? Così volta per volta ogni protagonista ha l'opportunità di trovare esaudito un enigma che da sempre tormenta e nel contempo affascina ognuno di noi: come sarebbe la nostra vita in un'altra dimensione, in un modo parallelo? 
Una commedia surreale, ironica, dissacrante che offre al pubblico due ore di rocambolesco divertimento! 

Marco Rossi è Gianfranco Stevanin. L'intervista

Lo sguardo è cupo, impenetrabile. Un volto da duro, magnetico e sfuggente quello dell'attore Marco Rossi, è stato scelto e diretto dal regista Cristian Di Mattia in Stevanin, non ricordo di averle uccise, un documentario sulla storia di Gianfranco Stevanin, il serial killer italiano colpevole di violenza sessuale e dell'omicidio di sei donne tra il 1993 e il 1994, che si racconta in un’intervista dal carcere di Bollate. Marco mostra accanto a due attrici, i dettagli della vicenda. Le immagini sono scandite dalla voce narrante del killer. Il mostro racconta mentre l'attore rappresenta gli atroci fatti.
Ho saputo di questa sua nuova ed entusiasmante esperienza cinematografica, così ho pensato di fargli qualche domanda per scoprire il lavoro sul personaggio e l'esperienza personale vissuta dall'attore teatrale e cinematografico, noto con lo pseudonimo di Angelo Targhini.


L'intervista di Tania Croce


Anche gli attori, i registi e i lavoratori dello spettacolo hanno dovuto fare i conti con il distanziamento, le mascherine, il lockdown ma il cinema ha intrattenuto gli italiani costretti all'isolamento domestico. Sei stato coinvolto in un progetto interessante: il documentario sulla vicenda di Gianfranco Stevanin nella quale interpreti proprio il ruolo del mostro condannato all'ergastolo per aver ucciso 6 donne e per aver smembrato e occultato i cadaveri delle amanti. Sono terminate da poco le riprese, me ne vuoi parlare?

Sono appassionato di cronaca nera fin da bambino, andavo spesso a comprare la rivista Cronaca Vera per la mamma, un giornale molto pesante per l' età che avevo.
Ricordo il caso Pacciani e anche Stevanin. Non avrei mai pensato che un giorno lo avrei interpretato io.

Il tuo volto espressivo, ha orientato la scelta del regista. E' stato un lavoro psicologico delicato che deve averti messo alla prova. Cosa hai provato nei panni di un mostro?

Sai a me piace far sorridere. Non ti nascondo che interpretare Stevanin  è stato pesante interiormente, ho provato come una forma di autolesionismo. Nelle scene crude mi sono sentito vuoto dentro però è stata una bella esperienza. Come Vittorio Gassman credo che "Non si recita per guadagnarsi il pane… si recita per mentire, per smentirsi, per essere diversi da quello che si è. Si recitano parti di eroi perché si è dei vigliacchi, si recitano parti di santi perché si è delle carogne, si recita perché si è dei bugiardi fin dalla nascita e soprattutto si recita perché si diventerebbe pazzi non recitando…" 
Anche le mie colleghe mi sono state d'aiuto. Sono state veramente brave Maria Grazia Soraci e Carola Santopaolo. (in foto)



 Come hai passato il lockdown?

L'ho passato come tutti, nell'attesa. Su questo virus spero che presto le cose possano migliorare per tutti. Nel caso in cui dovessero chiudere di nuovo, preparerò fettuccine e gnocchi visto che mi piace cucinare. 

Dove potremo vederlo?

Su Dplay è possibile vedere questo documentario all'interno del quale è ricostruita la vicenda del serial killer che non ricorda di aver ucciso le prostitute con cui ha avuto relazioni sessuali! 



Note biografiche
Marco Rossi originario di Tivoli, ha preso parte a film e fiction di successo tra cui "Romanzo Criminale", "Donna Detective" e "Il Commissario Rex" con Ettore Bassi, ha recitato anche ne "I Cesaroni 2", svolge da anni la professione di pittore decoratore firmandosi Angelo Targhini, come l'omonimo personaggio nel film "Nell'anno del Signore" di Luigi Magni, ama il suo lavoro e la sua famiglia e da quando è approdato al teatro, (dopo due anni di Laboratorio al Teatro Sette), si è appassionato a recitare anche sulle tavole del palcoscenico, ma la cosa che ama di più è il mestiere di vivere, che lo ispira fin dalla tenera età. 

Giunge alla II edizione Fare Critica, il Festival interamente dedicato alla critica a Lamezia Terme ad ottobre

 

Mimì è la voce del cuore per Maria Carolina Salomè. L'intervista

 Incantata dall'omaggio a Mia Martini dell'attrice, cantante, drammaturga, regista e donna Maria Carolina Salomè, allieva di Pupella Maggio e artista poliedriaca e piena di grazia, ho desiderato intervistarla e lei mi ha cortesemente concesso un'emozionante intervista che vorrei farli leggere con il cuore

L'intervista di Tania Croce


Cos'è Mimì per te?

E' La Voce del cuore

  

Mi vuoi parlare del sogno realizzato ossia quello di rendere omaggio alla cantante e alla donna Mia Martini?

 Quando ho iniziato a fare la cantante erano gli anni “bui” di Mimì e io per lottare contro le dicerie che si sentivano in giro, portavo in tournée i suoi brani nella disapprovazione generale. Qualche anno fa dopo un mio periodo “buio” ho ripensato a Mimì, alla sua rinascita, alla sua capacità di resistere all’annullamento a cui era stata sottoposta e alla  sua capacità di rinascere e mi ha dato molta forza. Uscita da quel tunnel, mi è venuto naturale rendere omaggio a questa grande artista  che mi accompagna da tutta la vita.

 Cosa vuoi trasmettere attraverso questo concerto ripreso dopo una pausa forzata?

 La rinascita e la rivincita. Fanno parte della storia di Mimì, ma sono anche l’augurio per tutta una categoria di lavoratori dello spettacolo che sta attraversando momenti molto difficili e la cui sopravvivenza è messa a dura prova.

La musica ha alleviato le sofferenze in questi mesi di lockdown. Come hai trascorso questo tempo? 

 Prima ho cominciato a mettere ordine fra cose che non guardavo più da una vita: fotografie, bottoni, articoli di giornale, multe, fatture, cose poetiche ed evocative si alternavano senza alcun filo logico a cose più concrete. Poi piano piano ho cominciato a uscire in orari serali, avevo bisogno di non sentirmi in gabbia camminavo almeno per un’ora tutti i giorni. Non  riuscivo a stare al telefono più di tanto,non riuscivo a pensare a niente di artistico, ho visto tantissime serie anche fino alle 4 di notte, poi mi sono detta che non andava bene e ho cercato di rientrare in ritmi normali. Mio figlio era dal padre e ci sono stati momenti in cui ho sentito profondamente la sensazione della solitudine, ma non mi ha fatto paura. C’erano tre o quattro chat che mi hanno aiutata a passare il tempo ex compagni del CSC e ex compagni delle elementari e genitori delle medie di mio figlio. Eppure poi, quando è finito tutto, sono stata tra quelle persone che ha fatto fatica a rientrare nella normalità, uscivo controvoglia e non vedevo l’ora di rientrare in casa. È durato un po’ e poi la “normalità” ha ripreso il sopravvento.

 Mi piace pensare che le note degli artisti scomparsi possano risuonare all'infinito nel cosmo, credi sia davvero così?

È una bellissima immagine. In fondo la musica è vibrazione, come l’energia del cosmo, come la vita e come l’amore che tutto fa vibrare.

Chi vuoi ringraziare per la collaborazione e a chi dedichi questo meraviglioso omaggio?

Ringrazio Gigi Zito (batteria) al  quale mi sono rivolta per l’organizzazione della parte musicale,  Pino Soffredini (chitarre), Gianni Ferretti (tastiere) e Stefano Scoarughi (basso) perché si sono lasciati coinvolgere in questa avventura e oltre alla loro grande professionalità ci mettono anche tanta  passione.

Dedico lo spettacolo a mia madre

MIMì PER ME

Lunedì 10 agosto ore 21:30

Tempio di Giove Anxur- Terracina (LT)- Piazzale Loffredo

Biglietti: 15 euro

Per prenotazioni: tel. 329 8136968; 339 5351785


Note biografiche da Wikipedia

Nel 1984 debutta in televisione come cantante del gruppo vocale i Macedonia, ospiti fissi della trasmissione RAI Fantastico 5, condotta da Pippo BaudoHeather Parisi ed Eleonora Brigliadori. Inizia a studiare recitazione con Gisella Burinato e Pupella Maggio. Nel 1988 dopo aver svolto attività di corista e cantante, ed essere arrivata in semifinale a Castrocaro, si sottopone alle selezioni del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove viene iscritta per diplomarsi nel 1990. Nel 1994 viene selezionata per San Remo Giovani nella categoria Interpreti e partecipa alle due puntate televisive su RAI 1 con la canzone di Ivano Fossati Le notti di maggio.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1990 insieme ai suoi compagni di corso Alberto MolinariMarco Galli, Federico Scribani, Enrico Lo Verso e Paola Magnanini in Volevamo essere gli U2 scritto e diretto da Umberto Marino. Lo spettacolo è un successo, viene replicato a Roma per 4 stagioni consecutive, gira l’Italia e vince il Biglietto d’Oro nella stagione 1991/92. Nel 1991 partecipa al Festival di Spoleto con la commedia di Umberto Marino Ce n’est q’un début, regia di Massimo Navone con Sergio RubiniMargherita BuyGiuseppe CedernaFabrizio BentivoglioRoberto de FrancescoFiorenza MarchegianiAlberto Molinari e Federico Scribani. Nel 1993 lavora con Margaret Mazzantini nella prima edizione di Manola presentata al Quirino nell’ambito della rassegna Passi a due curata da Ennio Coltorti. Nel 1994 è protagonista dello spettacolo Da me o da te di R. Ryton con la regia di Stefano Reali e nello stesso anno lavora anche allo spettacolo Carne di Struzzo scritto e diretto da Adriano Vianello con Francesco Salvi. Nel 1997 lavora alla creazione dello spettacolo di musica e letture Il sogno del marinaio, che la vede impegnata come cantante e attrice, in vari festival. È inoltre nel cast del musical Snoopy di Charles Schulz diretto da Riccardo Cavallo. Lo stesso regista la dirige l’anno seguente in Gente di Dublino. Sempre nel 1998 è protagonista del monologo La voce umana di Jean Cocteau. Nel 2002 debutta come autrice con il monologo Sarebbe bastato avere 30 anni nel 2000, da lei scritto ed interpretato, per la regia di Pietro de Silva. Nello stesso anno lavora l’adattamento teatrale di racconti di Dino Buzzati, e porta in teatro lo spettacolo D… come Buzzati scritto in collaborazione con Mario Palmieri. Fonda con Betta Cianchini il duo cabarettistico le Cinciallegre. Nel 2003 lavora di nuovo con Riccardo Cavallo ne I Persiani di Eschilo e sempre nel 2003 interpreta Emily Dickinson nello spettacolo di Silvia Lo Russo Dialoghi interiori. Nel 2011 nell’ambito della manifestazione Teatro in musica elettronica nello spazio Interzona di Verona partecipa al reading musicale Quantas sabedes scritto da Francesco Giuseppe Prete con musiche di Francesco Venerucci e la regia di Laura Paola Borello. Nel 2018 porta in scena con Gabriele Maiolo lo spettacolo di teatro canzone Scusami cara, con la partecipazione di Ermanno Dodaro al contrabbasso e ai testi e Alessandro Russo alla batteria. Nell’ottobre dello stesso anno è tra i protagonisti della nuova pièce di Umberto Marino Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco. Nel 2019 porta in scena la sua nuova commedia musicale L’amore è una scusa, nella quale recita e canta al fianco di Alessandro Molinari e Federico Scribani.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 partecipa al film Volevamo essere gli U2 con la regia di Andrea Barzini che viene selezionato per il Festival di Venezia nell’ambito della categoria Vetrina Italiana. Nel 1994 partecipa al film di esordio di Antonello Grimaldi Il cielo è sempre più blu e a Diario di uno stupratore di Giacomo Battiato. Nel 1995 è nel cast di Consigli per gli acquisti con la regia di Sandro Baldoni. Nel 2018 gira come regista e sceneggiatrice il cortometraggio Rapsodia in Blue, premiato con il Best Foreign Short Award al Lady Filmmakers Film Festival a Beverly Hills. Nell’ottobre del 2018 Rapsodia in Blue è in concorso al South Film and Arts Academy Festival di Rancagua, dove Maria Carolina Salomè viene premiata come miglior regista esordiente e gli interpreti Giulia Carpaneto Daste e Luigi Tuccillo come migliori attori protagonisti. Il film ottiene inoltre la menzione d’onore per la miglior colonna sonora originale, composta da Anton Giulio Priolo, e per la direzione artistica.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 Ragazzi nervosi, regia di Anselmo Sebastiani
  • 1990 In una notte di chiaro di luna, regia di Lina Wertmüller
  • 1990 Evelina e i suoi figli, regia di Livia Giampaolo
  • 1992 Volevamo essere gli U2, regia di Andrea Barzini
  • 1992 Quando eravamo repressi, regia di Pino Quartullo
  • 1993 Strane storie, regia di Sandro Baldoni
  • 1993 Da qualche parte in città, regia di Michele Sordillo
  • 1993 La vera vita di Antonio H, regia di Enzo Monteleone
  • 1994 Il cielo è sempre più blu, regia di Antonello Grimaldi
  • 1994 Diario di uno stupratore, regia di Giacomo Battiato
  • 1995 Consigli per gli acquisti, regia di Sandro Baldoni

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1990 Volevamo essere gli U2, regia di Umberto Marino
  • 1991 Ce n’est q’un début, regia di Massimo Navone
  • 1993 Manola, regia di Ennio Coltorti
  • 1994 Da me o da te, regia di Stefano Reali
  • 1994 Carne di struzzo, regia di Adriano Vianello
  • 1997 Snoopy, regia di Riccardo Cavallo
  • 1997 Il sogno del marinaio, regia di Maria Carolina Salomè
  • 1998 La voce umana, regia di Claudio Boccaccini
  • 1998 Gente di Dublino, regia di Riccardo Cavallo
  • 1999 Alarms, regia di Andrea Brambilla
  • 2002 Sarebbe bastato avere 30 anni nel 2000, regia di Pietro de Silva
  • 2002 D… come Buzzati, regia di Mario Calmieri
  • 2003 Dialoghi interiori, regia di Silvia Lo Russo
  • 2003 I Persiani, regia di Riccardo Cavallo
  • 2011 Quantas sabedes, regia di Laura Paola Borello
  • 2018 Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco, regia di Umberto Marino
  • 2019 L’amore è una scusa, di Maria Carolina Salomè

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 Fantastico 5
  • 1990 Stelle in fiamme (serie tv), regia di Italo Moscati
  • 1990 Una famiglia in giallo (serie tv), regia di Luciano Odorisio
  • 1992 Per amore o per amicizia (serie tv), regia di Paolo Poeti
  • 1995 L’Avvocato delle donne (serie tv), regia di Andrea e Antonio Frazzi

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992 I viaggi di Gulliver, di Attilio Corsini
  • 1994 Il padiglione orientale, di Franca Alessio
  • 1994 Vizio di famiglia, di Edoardo Erba

Regia[modifica | modifica wikitesto]

  • 2018 Rapsodia in Blue

“Mimì per me" di e con Maria Carolina Salomè il 10 agosto a Terracina

 “Mimì per me”

Omaggio a Mia Martini

Scritto e diretto da Maria Carolina Salomè

Con Maria Carolina Salomè voce solista

E con Gigi Zito direzione musicale e batteria, Gianni Ferretti alle tastiere, Pino Soffredini alla chitarra e Stefano Scoarughi al basso.


Lunedì 10 agosto, nella suggestiva cornice del Tempio di Giove Anxur a Terracina (LT), nell’ambito della rassegna R.Estate in Scena, appuntamento con “Mimì per me”, un omaggio alla figura della celebre Mia Martini a cura di Maria Carolina Salomè.

Lo spettacolo, che ha debuttato a Roma a Maggio del 2019, è scritto e diretto da Maria Carolina Salomè, la quale  si è avvalsa della consulenza musicale di Gigi Zito, per ripercorrere la carriera di Mia Martini attraverso le canzoni più importanti della sua discografia,  dagli anni dei primi grandi successi, passando per gli anni bui della superstizione, fino alle ultime perle musicali.

I brani degli autori che scrissero per Mimì – lei stessa autrice di grande sensibilità – da Ivano Fossati a Franco Califano, da Bruno Lauzi a Chico Buarque de Hollanda, delineano la forma di un concerto nel quale i momenti dei racconti della Salomè, accompagnano con discrezione, quasi come una notazione a margine, la musica e le immagini dei testi. 

La vita di una grande artista incrocia quella di una ragazzina che sogna di diventare una cantante, la prende per mano e non la lascerà mai più.


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

MIMì PER ME

Lunedì 10 agosto ore 21:30

Tempio di Giove Anxur- Terracina (LT)- Piazzale Loffredo

Biglietti: 15 euro

Per prenotazioni: tel. 329 8136968; 339 5351785

Idee nello Spazio 2020 I vincitori

Grande successo al Teatro lo Spazio per la Prima Edizione del concorso

 

IDEE NELLO SPAZIO 2020

 

Tre i corti vincitori, proclamati dal Presidente di giuria Pino Ammendola,  che saranno inseriti nella programmazione della prossima stagione

 

 

Si è conclusa nel fine settimana la Prima edizione del concorso “Idee nello Spazio 2020”, dopo due settimane che hanno riportato l’energia sul palcoscenico del Teatro lo Spazio, all’insegna della passione e della qualità.

Sono stati 35 i corti teatrali in gara che, in 11 giorni di concorso, hanno animato il teatro nel cuore di San Giovanni, diretto da Manuel Paruccini.

Il Teatro lo Spazio continua, dunque, con successo la sua corsa verso il rilancio, registrando un’affluenza di pubblico inaspettata, nonostante le difficoltà dovute al momento storico e sempre nel rispetto delle disposizioni vigenti in relazione al contingentamento.

“Idee nello Spazio” ha dato modo ad  attori , autori e registi di confrontarsi sulle tavole del palcoscenico,  con l’intento di trovare nuove realtà teatrali e dar vita ad un confronto costruttivo più che a una vera e propria competizione .

Il pubblico, che ha affollato le serate accorrendo numeroso, ha infatti avuto modo di partecipare ai dibattiti con la giuria tecnica, composta da artisti e operatori dello spettacolo che hanno dispensato suggerimenti e consigli alle compagnie, con interesse e passione. Tra di essi: Pino Ammendola, Fabrizio Bancale, Riccardo Castagnari, Anna Cuocolo, Gianni De Feo, Valentina De Giovanni, Annalisa Favetti, Attilio Fontana, Maximilian Nisi, Massimo Zannola.

Tre sono i corti vincitori, proclamati nella serata finale  dal presidente di giuria Pino Ammendola,  i quali avranno la possibilità di essere inseriti nella prossima stagione in uno spazio a loro dedicato.

Al primo posto si è classificato “ Occhio al cuore “ di Emiliano Metalli, con Bruno Petrosino e Mauro Toscanelli, al secondo  posto “ L’Ospite” di  Refrigeri- D’arcangelo,  con Chiara Moretti e Paola Salvatori, e al terzo posto “ Mary “ di  Cecchini-Macchiusi, con Federico Maria Galante e Filippo Macchiusi.

Il Premio Miglior interprete femminile è andato a Gisella Cesari, vincitrice anche del Premio Fotobook a cura di Diego D’Attilio,  mentre quello per il  Miglior interprete maschile a Mauro Toscanelli.

Infine, il Premio Spazio Giovani è stato assegnato a “ Secondo Atto “ di Simone Sardo.

 “E’ stato emozionante vedere quanta voglia c’era di tornare ad appropriarsi della scena.” _dichiara il direttore artistico Manuel Paruccini_”Il clima e il livello artistico delle proposte mi riempie  di soddisfazione e orgoglio , segnale evidente di un grande cambiamento, che vedrà la sua conferma con la nuova stagione che speriamo si possa svolgere in normalità .“



Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com  


TEATRO LO SPAZIO

Via Locri 43, Roma

06 77076486/ 06 77204149

info@teatrolospazio.it

 

 

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE diretto da Riccardo Cavallo al Globe di Roma

Dal 6 al 23 Agosto ore 21.15 (dal giovedì alla domenica) 



SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE 

di 

William Shakespeare 



regia di Riccardo Cavallo 



traduzione di Simonetta Traversetti 



Prodotto da Politeama s.r.l. 



La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. E’ comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck. 

“Sogno di una notte di mezza estate”, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge. Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia. E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie. 

La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico. 

Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda. 

Riccardo Cavallo 



Interpreti 

(in ordine alfabetico) 


Nick, Chiappa 

Titania, Regina delle fate 

Elena 

Demetrio 
Teseo, Duca d’Atene 

Puck 

Ermia 

Filostrato 

Fata 
Tom, Beccuccio 

Lisandro, Innamorato di Ermia 

Tassello 

Francis Ciufolo 

Oberon, Re degli Elfi 

Egeo, Padre di Ermia 

Peter Zeppa 

Ippolita, Regina delle Amazzoni 

GEROLAMO ALCHIERI 

CLAUDIA BALBONI 

FEDERICA BERN 

SEBASTIANO COLLA 

MARTINO DUANE 

FABIO GROSSI 

VALENTINA MARZIALI 

BRUNO MONICO 

CRISTINA NOCI 

CLAUDIO PALLOTTINI 

MARCO PAPARELLA 

ANDREA PIROLLI 

RAFFAELE PROIETTI 

CARLO RAGONE 

ALESSIO SARDELLI 

MARCO SIMEOLI 

DANIELA TOSCO 




Costumi 

MANOLA ROMAGNOLI 


Scene 

SILVIA CARINGI E OMAR TONI 



Assistente alla regia 

ELISA PAVOLINI 



Direzione Tecnica 

STEFANO CIANFICHI 


Light Designer 

Umile Vainieri 


Sound Engineer 

DANIELE PATRIARCA 



Cinzia D'Angelo
Ufficio Stampa
Silvano Toti Globe Theatre
Gigi Proietti
cell.+39-335.5226780


VENERE E ADONE al Globe Theatre di Roma

Dal 29 Luglio al 2 Agosto 21.15

 

VENERE E ADONE

di

William Shakespeare

 

Regia Daniele Salvo

Traduzione e adattamento Daniele Salvo

 

Prodotto da Politeama s.r.l.

 

Venere e Adone di Shakespeare, fu composto nel 1593. E’ uno dei poemi più lunghi di William Shakespeare, costituito da 1194 versi e dedicato a Henry Wriothesly, terzo conte di Southampton, in cui il poeta descrive la poesia come "il primo erede della mia invenzione". La città è infestata dalla peste e deve chiudere i battenti di tutti i suoi teatri per evitare il diffondersi dell’epidemia. Shakespeare si ispira al decimo libro delle Metamorfosi di Ovidio e definisce Venere e Adone “il primo parto della mia fantasia”.

Quando l’amico di scuola di Shakespeare, Richard Field, pubblica “Venere e Adone” è, da subito, un grande successo. Si può affermare che sia stato il poema più popolare dell’età elisabettiana.  Tutti lo leggono. Tutti lo citano. Troviamo citazioni anche in altri poemi. Ci sono riferimenti ad esso anche in lavori di prosa. Ci sono scene, in alcune opere, in cui i personaggi parlano della lettura di “Venere e Adone”, dicono di averne una copia sotto il cuscino e di usarne le parole per sedurre le giovani donne.

Apprezzatissimo fra gentiluomini e cortigiani, in breve divenne una sorta di vademecum dell’amatore, ugualmente popolare nella biblioteca, nel boudoir e nel bordello.

Viene ristampato più e più volte. Field sembra abbia stampato 1000 copie della prima edizione.

Il poema è in egual misura comico, erotico e commovente: la Venere di Shakespeare è passionale, una dea innamorata e pazza di desiderio. Adone è un giovane bellissimo che le sfugge e preferisce i piaceri della caccia a quelli dell’amore, sia pur divino.

Nonostante gli abbracci, le carezze e gli avvertimenti della dea, il giovane parte per una battuta di caccia al cinghiale che lo azzanna provocandogli una mortale ferita all’inguine.  Venere accorre, ma è troppo tardi: non le resta che trasformare il sangue dell’amato esanime nei rossi fiori dell’anemone…

Ma da quel momento la Dea giura su quanto vi è di più sacro che mai più per i mortali l’amore sarà privo di ogni sorta di tormento e sofferenza.

L’esercizio della Poesia è una prova di resistenza alle difficoltà quotidiane e all’indifferenza degli uomini. Chi parla in Poesia spesso deve fare i conti con una società che non comprende un pensiero puro, sganciato dalle logiche commerciali o produttive ritenute così importanti ai nostri giorni. Le vicende dei giorni presenti paiono sottolineare l’inutilità della Poesia perché essa, di fronte alle epidemie, alle guerre, alle decapitazioni, al terrorismo, alle violenze inaudite, nulla può lenire e a troppi non dice nulla.  “La poesia è magnificamente superflua, come il dolore e troppo fragile in tempi di sopraffazione.” Ci sono uomini come William Shakespeare che hanno combattuto la superficialità, la stupidità, l’arbitrio e la violenza quotidiana, con la forza della Parola.    E di questa parola “luminosa” vogliamo godere, attraverso questo privilegio unico, sonoro e poetico, tentando di superare le assurdità della vita contemporanea.

Questo mondo di versi è distillato prezioso di poesia e altissima letteratura.

Il tentativo è quello di entrare direttamente nelle menti e nei cuori dei personaggi, nei loro desideri, nei loro affanni, nelle loro ansie e speranze disattese o soddisfatte.

L’equilibrio delicatissimo in cui si muovono tutte le figure del poema, compone un affresco di una potenza espressiva straordinaria.

La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l’emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo, ogni fede.  La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata.

Il senso dell’affermazione dell’ Io divora i nostri giorni. L’arte è svuotata della sua dimensione spirituale: siamo in un momento di emergenza assoluta. Il vero virus è dentro le nostre anime. La cultura attraversa una crisi epocale : mancano la necessità, la fede, la fiducia in qualcosa di superiore, la luce di un angelo che possa elevare i nostri destini. Santa Teresa d’Avila scriveva “Noi non siamo angeli, ma abbiamo un corpo”. Ma oggi il nostro corpo è divenuto merce, moneta di scambio, non più sede inviolabile della bellezza e dell’estasi. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta. Il senso del sacro è ormai sconosciuto. Siamo ormai definitivamente trasformati in consumatori e, nel medesimo istante, prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, diciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie.

Ci illudiamo di essere liberi.

I personaggi di Venere e Adone divengono testimonianze di un mondo perduto e dimenticato, un mondo cristallino, sospeso sul filo dell’orizzonte.

Il ‘900 ha razionalizzato irrimediabilmente le pulsioni dell’animo umano, le ha ingabbiate, catalogate ed educate. Shakespeare riesce ancora a comunicare in modo diretto, ”puro”; ci fa entrare nel vivo della disperazione, della rabbia, dell’amore, della dolcezza, della sensualità. Non descrive, non applica filtri letterari. Semplicemente “è”.

Shakespeare nostro contemporaneo. 

Quando i teatri riaprirono, Shakespeare fece tesoro di questo suo spericolato tuffo nelle insidie dell’amore e compose Romeo e Giulietta, simbolo di gioia e tormento per tutti gli innamorati dei secoli a venire.

                                                                                                                       Daniele Salvo


Interpreti

(in ordine alfabetico)

 

 

William Shakespeare                                  GIANLUIGI  FOGACCI

Venere                                                          MELANIA  GIGLIO

Adone                                                           RICCARDO  PARRAVICINI

 

Scene

FABIANA DI MARCO

 

Costumi

DANIELE GELSI

 

Musiche originali

PATRIZIO MARIA D’ARTISTA

 

Assistente alla Regia

ALESSANDRO GUERRA

 

Direzione tecnica

STEFANO CIANFICHI

 

Light Designer

UMILE VAINIERI

 

Sound Engineer

DANIELE PATRIARCA


PennadorodiTania CroceDesign byIole