Elisabetta I e il vero cuore della regina più emblematica d'Inghilterra al Teatro dei Conciatori dal 3 al 15 febbraio 2015

8 febbraio 2015
C'è un trono al centro dell'enorme scacchiera dipinta sul palcoscenico e accanto alle pedine statiche del re, del cavallo e dell'alfiere, si anima quella della Regina che ha cambiato il volto dell'Inghilterra: Elisabetta I, dal sorriso radioso, l'incarnato pallido, la chioma rossa e lo sguardo acceso e immobile, lo stesso che si trova nello stendardo reale del Regno Unito e nel cuore del suo popolo devoto. Nata nel letto di Anna Bolena, alla presenza di Enrico VIII, Elisabetta ricorda con dolore la delusione paterna e privata troppo presto dell'amore di sua madre che fu decapitata, racconta gli anni d' isolamento nelle celle della torre di Londra. Dovrà attendere la morte della sorella sanguinaria, la Stuarda, per salire al trono. Sulla scena si odono voci assordanti di cortigiane invidiose, le stesse che la definiscono 'bastarda', scandite dalle risposte precise di Maddalena Rizzi che in questo monologo toccante e suggestivo, indossa i panni regali di una donna al potere, Elisabetta I, la regina protestante, abituata alla sofferenza, all'assenza di sinceri affetti eppure forte per condurre il suo popolo verso il periodo più florido che conobbe, sia dal punto di vista ecomonico che culturale, il periodo Elisabettiano. Una volta eletta regina, vive nel castello dove si trova la torre in cui è stata segregata e trascorre un lungo regno (45 anni), accanto a uomini con cui intreccia relazioni, rifiutando di sposarsi persino col temuto Ivan il Terribile, di origine russa quindi troppo distante dall'Inghilterra e perché non sarebbe stata un'unione d'amore, ma di puro interesse. E così, in questa straordinaria pièce storica, il suo autore ripercorre alcune tappe del regno e  della vicenda personale di Elisabetta I Tudor, amante del teatro e del gioco degli scacchi, dove gli uomini sono soltanto delle pedine e la partita più ardua, è proprio quella tra l'essere e il non essere. Applausi all'autore David Norisco, al regista Filippo d’Alessio, allo scenografo Tiziano Fario, alla costumista Silvia Gambardella e al compositore delle musiche d'atmosfera Eugenio Tassitano. Un grande, interminabile applauso alla splendida Maddalena Rizzi.

di Tania Croce


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