La classe e la memoria storica al Sala Umberto

La classe è la pièce ambientata nell'aula di una scuola in periferia dove alcuni ragazzi si ritrovano per un corso di recupero per studenti sospesi per motivi disciplinari. L'Istituto Comprensivo, gestito da un preside (Claudio Casadio) rigoroso verso le nuove generazioni, è vicino al temuto Zoo, uno dei campi profughi più vasti del continente.
In questa classe, Albert, il professore di storia senza grandi ambizioni e sogni, vorrebbe tenere le sue lezioni ma il gruppo di studenti preferisce firmare e andarsene oppure vedere film e documentari durante l'orario scolastico, piuttosto che starlo ad ascoltare.
E' attraverso una ricerca sull'Olocausto siriano che avviene una cosa straordinaria in classe: il contatto tra le nuove generazioni e la memoria storica. La conoscenza dei grandi traumi della storia contemporanea, cambierà per sempre il punto di vista di questi giovani sbandati.
Vincenzo Manna, il suo autore (in video), spiega che sono state fatte molte ricerche per giungere a questa storia e il rapporto Caesar è stato utilizzato come documento e testimonianza di vere e proprie fosse comuni e dello sterminio di massa che si sta perpetrando nei nostri tempi, dopo quello traumatico degli ebrei. Anche se nella storia narrata non ci sono riferimenti precisi alla Siria, secondo l'autore, di queste storie scoperte sarebbe valsa la pena parlare.
Il confronto con le ferite della nostra società, è necessario alle nuove generazioni  per comprendere i punti in comune tra le foto dei giovani torturati, utilizzati per la ricerca scolastica e la realtà dei giovani di una città dell'Occidente.
La storia illumina i ragazzi di questa classe turbolenta e ribelle di cui il preside, anche se faticosamente e con le sue brillanti riflessioni, mette in luce i pregi e la tenacia attraverso la meravigliosa metafora della gallina, animale apparentemente fragile e inconsistente eppure caparbio e capace di giungere a piedi sulla luna.
 Ottima prova per Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Haroun Fall, Cecilia d'Amico e Giulia Paoletti, diretti da Giuseppe Marini con una particolare cura e attenzione verso il linguaggio usato dai ragazzi alla deriva, appropriato nonostante il contesto in cui è ambientata la vicenda.
La prima de La classe, è stato un vero successo. Lo spettacolo è molto interessante. Da vedere.


di Tania Croce




                                                 (L'intervista a Claudio Casadio)

                                                     
                                                                            (L'autore)

2 commenti:

  1. Spettacolo molto interessante,recensito sempre in punta di penna visto gli argomenti trattati...gli OLOCAUSTI da qualsiasi parte del mondo vengano ...portano solo dolore e sofferenza umana...un plauso ai ragazzi della" CLASSE"per la loro sensibilità !!

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    1. È uno spettacolo ben fatto, intelligente, attuale, pieno di spunti e riflessioni! È bello pensare che da situazioni dolorose possono nascere cose belle, ma questo noi lo conosciamo molto bene! Dipende tutto da noi e dalla nostra volontà di realizzare cose belle.

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