Un attimo prima, 100 anni dopo la fine della prima guerra mondiale

La guerra vista con gli occhi di una donna, una portatrice carnica che prega, sogna, invoca la pace, è nell'affresco dipinto da Paolo Logli e rappresentato al teatro Vascello dall'intensa Claudia Campagnola, diretta abilmente da Norma Martelli, cento anni dopo la fine del primo conflitto mondiale.
Con lo sguardo incantato e puro di una ragazza cresciuta sui monti della Carnia, regione alpina del Friuli, che era ed è ancora una zona impervia, Claudia lancia il suo appello disperato a Dio e agli uomini per far cessare una guerra insensata e lo fa dal fondo valle dove erano dislocati i magazzini e i depositi militari, fino alla linea del fronte in montagna dove gli uomini combattevano. Là dove era impossibile il transito di automezzi, per raggiungere le trincee, l'unico modo era quello di seguire a piedi i sentieri.
Fu un momento tremendo per l'Italia e gli italiani e le donne dei paesi a valle, avvertendo la gravità della situazione, non esitarono ad aderire all’invito che veniva loro rivolto dal Comando Militare, per trasportare a spalla quanto occorreva agli uomini della prima linea. Si costituì un vero corpo di ausiliarie formato da donne giovani e meno giovani, dai 15 ai 60 anni di età, le portatrici carniche furono chiamate. Per ventisei mesi dall’Agosto del 1915 all’Ottobre del 1917, all’alba di ogni giorno riempivano le loro gerle di granate, cartucce, medicinali, viveri, se le caricavano in spalla e sotto un peso di 30-40 chili, in piccoli gruppi salivano a piedi su per i sentieri fino alle trincee in quota, dove molto spesso combattevano i loro mariti, fratelli, figli. 
Claudia Campagnola, indossa abiti lisi e pesanti, scarponi resistenti e coraggio da vendere per arrivare fino in cima ai monti con una cesta pesantissima e salvifica per i soldati.
Si ode una voce isolata, quella della portatrice carnica, la protagonista di un grido d' amore per Zeno e per la vita stessa, per la natura meravigliosa che ci accoglie e ci ospita, e di cui troppo spesso ci dimentichiamo.
La narrazione di Claudia è accompagnata dalle percussioni di Gianfranco Vozza che scandisce gli stati d'animo della protagonista e imita i suoni della natura, accanto ai frammenti musicali di Nicola Piovani, per completare il quadro umano ed emozionale.
L'invito della protagonista di Un attimo prima, è senza tempo perché non potrà mai esserci unione tra  gli uomini senza la conquista della pace interiore.
Lo spettacolo interpretato da una straordinaria Claudia Campagnola, diretta da un'altrettanto brava Norma Martelli, sarà in scena fino al 18 novembre 2018 al Teatro Vascello.
V'invito a vederlo per ripercorrere una fetta importante della nostra storia e trarre nutrimento dal racconto di un passato che non può essere dimenticato.

di Tania Croce

    (L'intervista)

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