Miseria e Nobiltà al teatro Eliseo con Luciano Melchionna

La recensione
Felice Sciosciammocca (Lello Arena), riaffiora dalle pagine del suo autore, l'amatissimo Eduardo Scarpetta, nell'adattamento e regia di Luciano Melchionna, vestito da 'topo' dark ironico e saggio, per dire o semplicemente ricordare che non c'è una grande differenza tra miseria e nobiltà, e che la meschinità umana resta tale, cambia solo la location, passando dal grigiore di una discarica buia e maleodorante alla luminosa dimora di Gaetano (Tonino Taiuti) un cuoco arricchito nei due atti giunti il 27 dicembre al teatro Eliseo di Roma.
Come nella didascalia del suo autore "il primo atto è squallido, spettrale, i personaggi raccontano la privazione, la fame, personaggi dunque simili a ombre che portano il corpo con sé..."
Il primo tempo però non si conclude con un esplosivo banchetto anche se una grande quantità di spaghetti cade dal cielo e gli affamati protagonisti non esitano a divorarli.
Il secondo tempo della commedia, condensa il secondo e il terzo atto dell'originale e il protagonista assoluto è l'equivoco a partire dall'abbigliamento dei miserabili che devono fingersi ricchi in casa del signor Gaetano per poter finalmente mangiare e prendere una vacanza dalla fame.
C'è un'altra topolina dark, Gemma (Marika De Chiara), la ballerina ammiccante e dedita ai baci che farà girare la testa a tutti. Il topolino più delizioso della commedia però è Peppeniello, il figlio di otto anni di Felice, interpretato da Veronica D'Elia  che saprà commuovere e divertire un pubblico così sorpreso e conquistato da questo superbo adattamento. 
Il cast a partire dall'eccezionale Lello Arena alla stupenda Giorgia Trasselli nei panni di Concetta, la moglie di Pasquale, è ben assortito e allenato a percorrere i bassifondi della scena creata appositamente per marcare l'apparente distanza tra la miseria e la ricchezza. 
L'idea di Melchionna di attingere a un classico per mostrare al pubblico una storia senza tempo come quella scritta alla fine dell'800 da un napoletano doc come Scarpetta, è geniale e si mostra carica di tinte psicologiche per tramandare il messaggio di un passato non troppo lontano da questo misero presente.
E' veramente sorprendente lo spettacolo coprodotto da Teatro Eliseo, Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro e Tunnel Produzioni e in scena fino al 20 gennaio 2019 al Teatro Eliseo.

di Tania Croce

Trama
Eugenio, figlio del marchese Favetti, è innamorato di Gemma, la figlia di un cuoco arricchito ma viene ostacolato dal padre proprio per le origini umili della ragazza. Il giovane chiede aiuto a Felice Sciosciammocca che, insieme a Pasquale, un altro spiantato, e alle rispettive famiglie, si fingeranno i parenti nobili di Eugenio agli occhi del futuro suocero. Come in ogni commedia che si rispetti, l’equivoco è dietro l’angolo, anche perché il marchese in persona viene scoperto a frequentare la stessa casa nei panni di Don Bebè per circuire Gemma. Dopo numerose ed esilaranti peripezie, scoperto l’inganno, Eugenio otterrà il permesso paterno per convogliare a nozze con Gemma.

Personaggi e interpreti:
Lello Arena / Felice Sciosciammocca
Andrea de Goyzueta / Pasquale
Raffaele Ausiello / Eugenio, figlio del Marchese Favetti
Fabio Rossi / Marchese Ottavio Favetti
Tonino Taiuti / Gaetano
Marika De Chiara / Gemma, sua figlia
Sara Esposito / Luigino, figlio di Gaetano
Giorgia Trasselli / Concetta, moglie di Pasquale
Maria Bolignano / Luisella, moglie di Felice
Carla Ferraro / Bettina
Serena Pisa / Pupella, figlia di Pasquale e Concetta
Fabrizio Vona / Gioacchino Castiello
Alfonso Dolgetta / Vicienzo
Veronica D’Elia / Peppeniello, ragazzo di otto anni figlio di Felice
Biase (voce fuori campo di Raffaele Ausiello)

Foto di scena: Mario Pellegrino

3 commenti:

  1. Sempre irreprensibile la recensione di Tania Croce...accorta e attenta spettatrice per istruirci sulla nuova versione della meravigliosa commedia di Scarpetta...Miseria e Nobiltà ...chapeau a Tania al regista Melchionna a Lello Arena è a tutta questa splendida compagnia!

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  2. Il bello del teatro sta proprio nella possibilità di raccontare tempi che stiamo vivendo. Miseria e nobiltà è stato scritto alla fine dell’800 da Scarpetta eppure nell’adattamenento di Luciano si mostra in tutta la sua bellezza con delle grandi trasformazioni. L’equivoco che tiene insieme i protagonisti della commedia si tinge di ambiguità che annulla la differenza tra il basso e l’alto, tra il povero e il ricco e la miseria non è soltanto quella legata ai beni materiali. Hai ragione, la compagnia è davvero splendida, composta da attori meravigliosi. È uno spettacolo che coinvolge fino all’ultima battuta! Bravo Luciano, che non delude mai perché non è mai banale!

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  3. Viva i registi come Melchionna che adattano senza stravolgere e regalano emozioni non datate. C'è sempre qualcosa di attuale da raccontare, anche in testi nati lontano dai nostri tempi. Il cast è straordinario ed affiatatissimo con la regia. Non vedo l'ora di assistere oggi pomeriggio a questo spettacolo. Grazie Tania perchè con questa recensione aumenti la curiosità, sintetizzando mirabilmente il senso del tutto.

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