La macchina della felicità Ricreazione con Flavio Insinna

La recensione
Non è stato il solito spettacolo quello visto ieri al Sala Umberto, con tanto di quarta parete e sipario che si apriva con l’orchestra sul palcoscenico e tra le poltrone rosse in mezzo al pubblico delle feste, un Flavio Insinna simpatico e familiare. È stata una vera e propria ricreazione scandita dal suono di una campanella dove tra le domande e le condivisioni degli spettatori, si è svolta una bella lezione di teatro e di vita poi come scolari consapevoli, divertiti e un po’ malinconici, siamo usciti dalla classe con nuovi propositi e speranze. Le riflessioni sulle donne vedove che crescono i figli con dignità e coraggio e che purtroppo sono sottopagate e alle quali è riservato sempre meno rispetto in questa società e quelle sulla famiglia dove si preferisce discutere e litigare anziché stare uniti e vicini soprattutto a Natale, perché volente o nolente saremo sempre meno ogni anno che passa, quindi almeno in questo periodo dell’ anno bisognerebbe stare insieme, hanno lasciato il posto alle svariate tematiche sociali mai banali e semiserie. La felicità che cos'è? Ognuno ha espresso la visione soggettiva, letta ad alta voce da Insinna, che teneva in mano i bigliettini lasciati nel foyer dalle persone, poi l’attore aiutato dalla sua straordinaria Piccola Orchestra capitanata dalla talentuosa Michela Cori,  ha raccontato la felicità cantata da diversi artisti e descritta dai poeti, accennando al suo libro intitolato proprio "La macchina della felicità".
Ricordando le preziose lezioni apprese dal Maestro Proietti, Flavio Insinna ha reso omaggio alla sua amata Roma, alla sua preziosa famiglia e ai valori che ci renderebbero persone migliori.  Ed è stato eccezionale. Anche se purtroppo non  è vero che a Natale siamo più buoni, questo per me è stato un bel regalo di Natale ricevuto come sempre in teatro, dove questa volta non ho chiuso fuori il mondo per rilassarmi due ore ma ho condiviso i problemi di tutti che sono anche i miei, col sorriso e la pazienza di osservare il tutto da un’altra prospettiva, accettando l’insensata e distruttiva invidia oppure semplicemente vivendo come un’eterna scolara a lezione dalla maestra vita.
Lo spettacolo prodotto da Viola produzioni è di Marco Perrone, Marco Presta, Fabio Toncelli, Franco  Bertini, Flavio Insinna e sarà in scena fino al 6 gennaio 2019. È da non perdere. 




di Tania Croce

2 commenti:

  1. In genere quando si parla di tematiche sociali...si è costretti a togliere la maschera che si indossa nel vivere quotidiano ,facendo apparire tutto bello,tutti felici e che si amano alla follia...ma la realtà è molto più amara !coraggiosissimo Insinna a fare questo spettacolo...sperando in un mondo migliore !

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    1. Sono perfettamente d'accordo con te: coraggiosissimo mettere in scena uno spettacolo che parla di cose vere ed è stato veramente bravissimo! Un bacio

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