Diario di un pazzo con Flavio Bucci regia di Giancarlo Fares

 Ritrovo questo file sul pc e lo pubblico su Pennadoro. Fu uno spettacolo meraviglioso. Mi piace ricordarlo... lo adorai al Teatro dell'Orologio. Era il 21 novembre 2010...
Il biglietto sbiadito è incorniciato con la locandina che tengo in camera ormai da anni.

E’ un affresco delirante e tenero quello dipinto sul volto e nei gesti di Flavio Bucci che si veste di straziante follia per raccontare lo sciagurato destino di Popriscin, il protagonista del “Diario di un pazzo” di Gogol.
Sarà per colpa del suo impiego mediocre ossia quello di temperare matite in ufficio, oppure di una vita senza l’amore di Sophie, la figlia del suo datore di lavoro, se Popriscin oscilla tra lucidità e delirio, affidando ai fogli di un diario le sue aspirazioni, le paranoie ed i pensieri più reconditi fino ad annegare nella follia stessa, invocando la figura materno sul finale.
Senza alcuna speranza o chance di giungere al cuore dell’amata, oppure ad una posizione sociale dignitosa, Bucci/Popriscin si rivolge allo spettatore, lo guarda dritto negli occhi, fino a bucare anima e cuore col suo linguaggio autentico, senza filtri, che solo un pazzo potrebbe usare.
Ma è la sua dichiarazione d’amore al mondo, quella pronunciata mentre rivolge lo sguardo verso il cielo dove una luna paziente lo attende per custodire i suoi desideri, una luna troppo incantevole per accogliere gli uomini, ma solo i sogni contenuti nelle pagine di un diario, quello di un pazzo che si abbandona alla follia perché in un mondo in cui le cose sono concepite solo per i poveri di spirito, non c’è più posto per gli animi nobili ed i sognatori.
 Un applauso interminabile e commosso quello del pubblico della pomeridiana di domenica nella Sala Grande del Teatro dell’Orologio, dove Flavio Bucci è tornato per incantare i presenti con la sua performance struggente e magnifica.
  di Tania Croce


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