Novecento c'est moi

La recensione
Eugenio Allegri è Novecento e il suo pianoforte, la sua musica meravigliosa e salvifica, è la sua apparente follia, è l'oceano nel quale sceglie di consumare la sua esistenza, è la sua storia, il suo alter ego.
Il vociare di una parte dell'umanità imbarcata sul Virginian, i volti e i pensieri di coloro che lavorano e che sognano una pausa dalla routine della terra ferma e ballano per non morire, risuonano nel monologo da pelle d'oca che in poco più di un'ora condensa il senso di un'esistenza il cui inizio e la fine è la tastiera di un pianoforte e lo spazio limitato eppure infinito di un transatlantico.
A bordo di questo Titanic, ammollo nell'oceano, si assiste a uno spettacolo che tocca corde profonde  dell'animo umano e le scuote e i battiti del cuore accelerano come le note musicali fuoriuscite dai tasti di un pianoforte che in una notte burrascosa inizia a danzare senza sosta.
L'emozione incontenibile cede il posto all'ammirazione per la sublime performance di Allegri/Novecento e il pubblico si alza per applaudirlo e la commozione è corale e meravigliosa per questo spettacolo che chiude in bellezza la stagione 2018/2019 del teatro Eliseo.

di Tania Croce


Un pò di storia:

È uno dei monologhi più famosi degli ultimi due decenni e quella attuale è la sua “Stagione dei 25 anni”. Dopo il debutto al Festival di Asti nel 1994, sono ormai oltre 500 le repliche e più di 200 mila gli spettatori che hanno assistito a questo spettacolo divenuto un “cult” della scena italiana e riallestito oggi dal Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale con la collaborazione produttiva di Art Quarium.
Novecento c’est moi. Novecento sono io, dice Eugenio Allegri che da un quarto di secolo, diretto da Gabriele Vacis, racconta la storia di Danny Boodman T. D. Lemon, alias Novecento, il pianista creato dalla penna di Alessandro Baricco, scrittore tra i più tradotti al mondo, autore di questo testo per il teatro che ha superato il milione di copie vendute ed è diventato un film interpretato da Tim Roth per la regia di Giuseppe Tornatore La leggenda del pianista sull’oceano.
Allegri ridà nuovamente vita al suo personaggio più emozionante, il musicista jazz che dal Virginian, il grande transatlantico dal quale non scende mai, riesce a cogliere l’anima del mondo. Un alter ego incontrato per la prima volta nell’estate del 1993 quando - ricorda l’attore - Nel cortile di casa Vacis, nei giorni tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, mentre il barbecue “scotta” pezzi di mucca ancora padrona delle proprie facoltà mentali, un autore e un attore palleggiano abilmente con un regista al palleggio meno avvezzo al punto che quando arriva tra i suoi piedi, la “pelota” schizza con rimbalzo fulmineo verso luoghi inaccessibili anche per la mente… ma a quel punto sono pause calcistiche congeniali a rifiatare e a porre la questione principe: “Allora, cosa dite? ‘Sto pianista scende dalla nave, sì o no?”. Il regista e l’attore si guardano perplessi come dire: “È lui che è pagato per scrivere…”. La giornata poi scorre aiutata da sorsi di buon vino e verso sera prima di salutarci: “Tieni Baricco, ti lascio questo quaderno di appunti su un testo teatrale che non ho mai scritto e questa dedica allo spettacolo Novecento e mille che ho fatto con De Berardinis nell’86; ci sono dentro un po’ di cose che penso dell’arte e del teatro. 
Adieu! Bon travail”. Quattro mesi dopo, il 27 gennaio 1994, arrivano di ritorno da Parigi le prime folgoranti pagine di Novecento, monologo teatrale… è fatta… si va.
Collaudata dal tempo e dalle repliche, la vicenda leggendaria del grande pianista jazz che vive in simbiosi con il piroscafo sul quale è cresciuto, incapace di staccarsene, è diventata un classico. Eugenio Allegri si cala nel ruolo con la disinvoltura di chi lo possiede pienamente: Quando mi ritrovai tra le mani la storia fui sopraffatto dall’emozione.
Avevo le lacrime agli occhi. Dopo tutto questo tempo Novecento mi è entrato talmente dentro - confessa - che non mi richiede più alcuno sforzo. Lo recito quasi più per me, devo ammettere, che per il pubblico.
Eugenio Allegri, diplomato alla Scuola Galante Garrone di Bologna, allievo di Jaques Lecoq, recita nel 1981 nell'Opera dello Sghignazzo, diretto da Dario Fo e prodotto dal Teatro Stabile di Torino. Lavora con TAG Teatro, diventando uno dei maggiori interpreti della Commedia dell’Arte. Nel 1991 inizia la collaborazione con il Laboratorio Teatro Settimo di Torino: prende parte ad alcuni degli spettacoli più importanti della formazione, oltre al format Totem di Alessandro Baricco, Gabriele Vacis, Roberto Tarasco (Rai2, 1998). Novecento, monologo teatrale tra i maggiori successi teatrali degli ultimi vent’anni debutta al Festival di Asti16 nel 1994, scritto appositamente per lui daBaricco, e diretto da Vacis. Nel 1998 fonda la Società Cooperativa  ArtQuarium. Lavora con alcuni dei maggiori registi italiani: Leo De Berardinins, Memè Perlini, Gigi Dall’Aglio, Giorgio Gallione, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. Nella stagione 2016/2017 è stato uno dei principali interpreti de Il nome della rosa di Umberto Eco, versione teatrale di Stefano Massini, con la regia di Leo Muscato, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e in tournée per la stagione 2017/2018.

Gabriele Vacis, architetto, è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. Con Teatro Settimo ha scritto e curato la regia di numerosi e pluripremiati spettacoli teatrali.
Ha diretto Zio Vanja, per la riapertura del Teatro Carignano di Torino (2009). È autore e protagonista con Alessandro Baricco di Totem (1998). Nel 2006 ha curato la regia della Cerimonia d’apertura degli Olimpic Winter Games. Dal 1993 al 2004 ha diretto il corso attori e il corso di regia alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano; ha insegnato alla Scuola Holden dal 1994 al 2016. È tra gli ideatori di Torino Spiritualità.
Nel 2007 ha fondato il Teatro Regionale Alessandrino, di cui è direttore artistico fino al 2011. Nel 2012 ha diretto il Progetto Bellezza per il Ministero della Gioventù, la Regione Piemonte e il Teatro Stabile di Torino. Dal 2013 al 2017 è stato direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Nel 2017 ha fondato l’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona. Dal 2018 codirige con Valerio Binasco la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino.

Novecento di Alessandro Baricco

Con

Eugenio Allegri
Scenofonia Roberto Tarasco
Costumi Elena Gaudio
Regia Gabriele Vacis

Produzione TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE
con la collaborazione produttiva di ART QUARIUM


Durata: 1 ora e 40 minuti ATTO UNICO
Orario spettacoli:
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Sabato 6 aprile doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00
Biglietteria tel. 06.83510216
Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 - 16
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzo da 15 € a 35 €
UFFICIO STAMPA TEATRO ELISEO
Maria Letizia Maffei
335.6467974 ml.maffei@teatroeliseo.com
Antonella Mucciaccio
347 4862164 a.mucciaccio@teatroeliseo.com

2 commenti:

  1. Lo sapevo, lo sapevo!!! Contento che tu sia riuscito a vederlo! Quanta bellezza!

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