Roberta Russo, una storia d'amore con il teatro. L'intervista

Roberta Russo è Desirée nell'atto unico brillante Cinquina, in scena al teatro Tordinona fino al 19 maggio prossimo.
Ci racconta in quest'intervista la sua storia d'amore con il teatro che inizia a 16 anni, quando intraprende i primi studi di recitazione con frequenza biennale alla Scuola del Teatro Calabria diretta da Rodolfo Chirico, drammaturgo, poeta ed intellettuale reggino. A 19 anni  entra a far parte della prima Compagnia, con la quale ha la possibilità di mettersi alla prova in piccoli teatri e locali calabresi. Nel 2010 vince una borsa di studio con bando regionale che le consente di salire sul palcoscenico del Teatro Cilea, nella città in cui è cresciuta. Lavora in diverse zone della Calabria, poi parte per la Lettonia, dove vive e lavora  per quasi due anni in una TV-casinò in vista del trasferimento a Roma. Parallelamente prende parte ad alcune manifestazioni per conto dell'Ambasciata Italiana/Università di Filologia romanza e continua a seguire in loco lezioni private di movimento (con George Borro) ed espressione vocale (con Elīna Baumane). Una volta a Roma, si diploma  all'Accademia di recitazione della Capitale. A cavallo di quel periodo, intraprende un percorso lavorativo nuovo che, ancora adesso, è in evoluzione come la grande scommessa che ha fatto con se stessa.

Dopo la breve nota biografica sull'artista, v'invito a leggere questa piacevole intervista

Tania Croce) Cinquina è un atto unico brillante dove vesti i panni di Desirée, una fatina incantevole e al tempo stesso cinica che irride le figure genitoriali in un contesto educativo fuorviante che invece dovrebbe essere punitivo e la punizione è la sorte toccata all'insegnante di greco ignara di cosa la attenderà... Ti va di parlarmi del tuo personaggio? Come nasce e quanto lo hai personalizzato?

Roberta Russo) Pur facendo parte del gruppo costituito (la cui folle normalità viene appunto turbata dalla nuova arrivata che ne dovrà poi pagare lo scotto) il mio è un personaggio che si può certamente considerare di contrasto rispetto agli altri. Desirée vive in un suo mondo che solo a tratti si allinea con quello altrui, quasi per caso. Ascolta quando non si crede lo faccia e viceversa. La sua mente è intrappolata in un mondo infantile che non appartiene più al suo corpo. Un sintomo della sua "fisiologica crescita" è la compulsione al linguaggio scurrile, come se il suo corpo ed i suoi istinti vivessero l'inevitabile trasformazione mediante piccoli "sfoghi" ma senza che giunga mai davvero a compimento, poiché lei, non consente alla maturità di emergere. Causa, forse, più o meno diretta della sua occasionale aggressività. Applica il suo senso di giustizia ai bambini, come se dovesse guidarli, a capo di una piccola rivoluzione contro gli adulti e tutto ciò che li riguarda. Caratteristiche, queste ultime, comuni a tanti eroi della mia infanzia. Seppur andando contro i più grandi, Desirée non si fa realmente beffa delle figure parentali, anzi, le cuce addosso alle sue compagne di sventura, acquistando in questo modo una specie di stramba famiglia ed acquisendo una sua qualche quotidiana prevedibilità ai loro occhi. Ho cercato di lavorare sul personaggio in questa direzione all'interno della partitura registica, ma certamente attingendo al mio bagaglio personale per sviluppare questi spunti.  

Tania Croce) Ne L'arte della commedia, la più pirandelliana fra le opere di Eduardo, un vero e proprio "manifesto" politico della poetica teatrale del drammaturgo partenopeo, è forte la denuncia da parte degli attori verso la borghesia che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere, mettendo in secondo piano il loro ruolo produttivo in società.  Cosa è cambiato oggi e quanto agli autori teatrali e agli attori è concessa la libertà di esprimersi?

Roberta Russo) Ti ringrazio di aver citato un'opera che appartiene alla tradizione legata a metà delle mie origini. Mi piace ricordare che essa faccia parte di una raccolta intitolata “Cantata dei giorni dispari”, ovvero dei momenti duri, quelli nei quali è inevitabile interrogarsi sulle cose nei loro aspetti più profondi. Si affronta un tema che sfocia inevitabilmente in un'altra domanda che – prima di rivolgere ad un contesto più ampio -  ho rivolto a me stessa: quale può essere, in società, il ruolo produttivo di un attore rispetto ad un artigiano, un muratore, un cuoco, un attivista militante? E la risposta che mi sono data è che l'arte ha il potere di prendere il “cosa” e diffonderlo attraverso un “come” in modo che l'informazione, il fatto, il messaggio siano realmente fruibili per tutti. Si tratta – sul piano della comprensione – di un qualche “magico” livellatore sociale che può certamente risultare “scomodo” e suscitare tentativi di discredito. Probabilmente (anzi sicuramente) oggi è di molto cresciuta la libertà di espressione nostra e della maggior parte delle arti, ma come per moltissimi altri temi, c'è sempre di meglio da poter auspicare e conquistare.

Tania Croce) Quanto è difficile il lavoro per l'attrice oggi ed ha pari opportunità rispetto ai colleghi uomini?

Roberta Russo) Si tratta di un percorso difficile a tutti i livelli. Non è il mio caso, ma di certo si può partire avvantaggiati da una serie di circostanze, come l'appoggio morale della famiglia, l'agio economico, l'avere la fortuna d'essere figli d'arte e/o l'entrare in Accademie prestigiose. Ma l'avere tutte queste cose non garantisce un risultato a lungo termine e il non averle non significa che non vi siano altre vie. Personalmente ho ancora tantissima strada da fare ma ritengo che la determinazione sia alla base di tutto. Il mio primo insegnante, il primo che ha creduto in me senza indulgenze o incoraggiamenti pietosi (e forse prima che ci credessi io stessa), quando ero ragazzina mi diceva sempre: “l'attore non lo fai per fare un favore a nessuno, nessuno ti ringrazierà per questo, non devi aspettartelo mai. Devi invece entrare in punta di piedi e guadagnarti il tuo spazio sudandotelo. Non trovi la forza di andare a fondo se non ti scappa come la pipì”. Questa affermazione è tutt'ora la mia linea guida, specie nei momenti più duri. Le opportunità ci sono, così come le difficoltà, anche se diversamente, sia per uomini che per donne.

Tania Croce) Qual è il prossimo spettacolo nel quale sei impegnata?

Roberta Russo) Nell'immediato futuro prenderò parte ad una rappresentazione sacra, seguita a ruota da un happening dedicato alla “Writing Room” ospitato il 24 maggio alle 21:00 dal Museo Civico di Zoologia di Roma (se siete curiosi venite a scoprire di cosa si tratta). Ma ho alcuni progetti teatrali a cui tengo moltissimo, che non cito per scaramanzia sinché non si siano concretizzati. E nel ringraziarti per lo spazio dedicatomi, mi auguro che avremo modo di parlarne più approfonditamente nell'immediato futuro!

E' stato per me un vero piacere incontrare la giovane e promettente attrice impegnata in tanti e interessantissimi percorsi di diffusione della cultura e della bellezza.

di Tania Croce

11 commenti:

  1. Grazie per avercela fatta conoscere con questa intervista tania.
    Un abbraccio
    Maria

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  2. Bellissima intervista,e bellissimo paragone con la Melato che tanto abbiamo amato e spero che porti tanta fortuna a Roberta in questa prima a Roma...tantissima merda !!

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    1. Sono convinta che sarà di buon auspicio per Roberta! Grazie come sempre per le bellissime parole!

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  3. Profonda intervista dalla quale emerge la forte personalita' e la bravura di Roberta che sono auspicio di sempre maggiori successi.

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    1. Ho avuto il piacere di constatare la sua preparazione sia sulla scena che in quest'eloquente intervista. Grazie per il commento che hai lasciato!

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  4. Bellissima mia nipote e una forza della natura Auguri gioia mia

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  5. Bravissima Roberta io ho sempre creduto in te da quando eravamo bambine. In alto sempre più in alto ad aspera ad astra, crista.

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  6. *per aspera ad astra, scusate t9, crista.

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