L'amore per il teatro e per il pubblico di Fabio Gravina. L'intervista

Abbiamo incontrato il capocomico, attore e regista Fabio Gravina nonché direttore artistico del Teatro Prati di Roma con il quale parleremo delle novità di quest'anno e dei graditi ritorni sul palcoscenico del suo teatro ma soprattutto del suo immenso amore per il teatro e per il suo pubblico.


TC)) La stagione 2019/2020 del Teatro Prati sarà aperta a ottobre dallo spettacolo Variazioni sul varietà con Dodo Gagliarde, l'artista apprezzato al Palazzo di Santa Chiara a Roma per il suo didascalico viaggio dentro la macchietta napoletana, il varietà e l'avanspettacolo, che sono stati fonte d'ispirazione per Totò, omaggiato egregiamente da Dodo in Veniamo con questa mia addirvi. Poi sarai tu a vestire i panni de l'Avaro, di Un Turco Napoletano, ti va di svelarmi qualcosa su questi spettacoli?

(FB) Dodo Gagliarde che aprirà la stagione teatrale 2019/2020 con lo spettacolo Variazioni sul varietà, è un artista che ha lavorato per quindici anni nella mia Compagnia, e questo spettacolo scritto da Pietro Piovani viene presentato dalla Compagnia di Nicola Piovani, dedicandolo al varietà. Gagliarde è un artista che ha un'esperienza sul campo notevole per cui è stato scelto per interpretare questo spettacolo, insieme a lui ci sarà un'attrice cantante. Si parlerà dunque di quello che è stato il varietà attraverso un percorso storico affrontato sul palcoscenico. Il secondo spettacolo sarà L'Avaro di Molière. Erano anni che ambivo a vestire i panni di Arpagone ed erano anni che tentavo di fare una rielaborazione di questo testo magnifico scritto da Molière nel '600. Ho ambientato la vicenda dell'Avaro ai primi del '900 il tutto tra le quattro mura, perché effettivamente la storia di Arpagone poco ha a che spartire con quello che avviene fuori da quella casa. Il mio sarà un Arpagone diverso, moderno. "La maschera dell'avaro è comica per chi la guarda ma è tragica per chi la vede" è questa la definizione di Molière che racchiude il mio teatro. Le storie possono apparire comiche ma contengono una tragicità unica vissuta molto spesso dal protagonista della pièce. Quest'anno c'è questo ritorno al teatro napoletano con cui nasco e che ho messo da parte per qualche anno. Ho rappresentato per vent'anni Eduardo Scarpetta, Eduardo e Peppino De Filippo, Armando Curcio, Samy Fayad, tutti quegli autori che hanno rappresentato buona parte del teatro napoletano. Ho messo da parte questa grande tradizione del teatro napoletano per mettere in scena classici italiani come De Benedetti. Il terzo spettacolo della Stagione sarà dunque Un turco napoletano rielaborato raccontando la storia dalla parte del protagonista Pasquale Catone e non del turco Felice Sciosciammocca. La storia di Scarpetta si dipana su tre atti, io l'ho ridotta a due atti ambientandola nella bottega di Pasquale Catone. Ci sarà un altro spettacolo intitolato Canzonando con Vittorio Marsiglia, Mariano Perrella, Isabella Alfano scelto per far conoscere la canzone, la macchietta quella che è stata un'altra parte fondamentale del nostro teatro italiano. Uno spettacolo godibile con l'ultimo grande erede della macchietta napoletana. L'ultimo spettacolo sarà La pecora viziosa una commedia di Scarpetta tratta dalla sua pièce Tre pecore viziose, incentrando tutto sul protagonista, questo povero Felice Sciosciammocca succube di una moglie tiranna e cattiva che però tradisce continuamente. Un'altra commedia da non perdere. Il comun denominatore di questi spettacoli è la comicità mista come dicevo, alla tragedia vissuta dai protagonisti.


TC) Credi sia importante oggi riproporre i classici e perché?

(FB) Credo che i classici sia importante riproporli perché siamo in grado di dare al pubblico delle nuove generazioni un'educazione che purtroppo forse nelle famiglie latita. Quando portiamo in scena un classico poniamo l'accento anche sui comportamenti, il modo di pensare e di porsi di quelli che ci hanno preceduto. Il pubblico vedendo una storia lontana da noi, ha modo di conoscere come si viveva nel passato e questo educa. I valori, la moralità, la dignità e l'orgoglio, l'onestà sono quei principi che il teatro mostra come dovrebbe fare ogni forma di spettacolo e di comunicazione. Il teatro ci riesce attraverso i grandi classici.  


TC) Cosa ti aspetti dal pubblico di questa società proiettata sul web?

(FB) In realtà il web è utile perché ti mette al centro del mondo, consentendoti di leggere tutto e conoscere tanto però da uomo di teatro quale sono, preferisco vivere le cose in modo reale. Il web è qualcosa di etereo. Io ho bisogno di toccare con mano. Preferisco sfogliare le pagine dei libri oppure toccare la pagina del giornale mentre leggo un articolo. Il pubblico è interessato al web perché è sicuramente un buon canale di comunicazione, rapido, immediato e aggiornato in tempo reale.


TC) Pensi l'attore abbia il compito di tramandare il passato?

FB) Sì, l'ho sempre pensato anche se molto spesso si vuole cercare di dimenticare il passato. Si sente dire ai giovani: ma sono cose vecchie, però quelle cose vecchie sono fondamentali per l'essere umano perché il passato ci serve per vivere bene il nostro presente e per cercare di vivere meglio il futuro. Secondo me l'attore ha questo compito, di tramandare necessariamente il passato, perché è la nostra storia.

Fabio Gravina ha voluto aggiungere alle mie domande una profonda e intensa riflessione che chiude questa bellissima intervista

(FB) Sono un capocomico alla vecchia maniera, sono autore oltre che attore. Ho scritto circa 14 commedie rappresentate con successo. Scrivere per il teatro significa per un autore la costante osservazione della società che lo circonda e attraverso i vizi e le virtù mostrate, far riflettere il pubblico. Chi fa teatro ha l'obbligo di raccontare delle storie per aiutare il pubblico a vivere meglio. Il teatro è bello perché è un'arte viva e autentica. Ogni replica è diversa dall'altra perché il pubblico è determinante nello spettacolo e cambiando ogni sera, la replica successiva non sarà mai come la precedente. 

Fabio Gravina nasce a Roma il 24 settembre 1965.
Dal 1995 rappresenta le opere di Eduardo e Peppino De Filippo, Eduardo e Vincenzo Scarpetta, Armando Curcio, Samy Fayad e inizia a girare, con la sua compagnia, in piccoli teatri di circuito di Roma e Lazio. Nel 1996 Fonda La Compagnia Teatrale Umoristica Quartaparete (il termine Umoristica vuole essere un omaggio ai De Filippo che chiamarono la loro Compagnia Teatrale: “Umoristica I De Filippo”).
Dopo aver diretto artisticamente alcuni Teatri della capitale nel 1998 apre il Teatro Prati nel cuore dell'omonimo quartiere.
In soli 5 anni di attività porta il Teatro Prati da 0 spettatori a oltre 25.000 presenze annue. Il Teatro Prati è un piccolo “salotto” (125 posti) elegante e raffinato, ed è oggi il terzo teatro in Italia nell’ordine dei 200 posti. Dal 1998 al 2012 Fabio Gravina ha messo in scena oltre sessanta commedie.
Fabio Gravina è attore, regista, adatta i testi che mette in scena, produce i suoi spettacoli. Egli incarna la figura del capo-comico nella maniera più tradizionale e la sua compagnia lavora “alla vecchia maniera”. Il suo lavoro esprime fortemente la sua personalità: impegno, cura dei particolari, professionalità, ma soprattutto passione, originalità e fantasia.
In questi anni è stato sempre più accurato il suo lavoro di regia. Infaticabile la ricerca di testi che rendano più ampia la conoscenza del repertorio degli autori che rappresenta. Coraggiosamente ha messo in scena commedie che non venivano rappresentate da 50 anni e oltre, rendendole piacevolmente attuali.
Ma è soprattutto il Gravina attore che gli spettatori conoscono. La sua espressività variegata e multiforme, è cara al pubblico romano e non solo (sempre più spesso, infatti, giungono al Teatro Prati comitive di spettatori da varie regioni d’Italia).
Il legame che Fabio Gravina instaura con il suo pubblico è una vitale sinergia: empatia, intesa, complicità. Egli considera il pubblico il 50 % dello spettacolo e con le parole di Renato Ribaud (“Avanti” - 9 maggio 2005) possiamo dire che “... Fabio Gravina mostra (ancora una volta) di possedere quella comunicativa col pubblico propria di chi ha ormai maturato ragguardevole preparazione artistica, ma anche l’umiltà di chi, sera per sera, ama mettersi a confronto col massimo impegno, con un’intelligente e attenta platea.”
Con la farsa: “La lettera di mammà” partecipa al Premio Internazionale di Teatro Peppino De Filippo ed. 2005, presso il Teatro Comunale di Latina e nell’agosto dello stesso anno partecipa al Festival Nazionale di Teatro di Gioia Vecchio diretto dalla scrittrice Dacia Maraini. In quell' occasione la Maraini sul programma di presentazione scrive di lui: “Fabio Gravina, attore e regista di variegato talento ha fondato a Roma un teatro in cui si rappresentano da anni i più famosi testi napoletani: da Scarpetta a Eduardo e Peppino De Filippo. Il suo stile apparentemente tradizionale, con le scene che imitano gli interni napoletani, proprio come faceva Eduardo ai suoi tempi. Eppure, nonostante questa apparenza di conservatorismo scenografico, Gravina stravolge la minuta verosimiglianza del neorealismo napoletano per porgerci qualcosa di nuovo, di furiosamente grottesco e felicemente popolare.”
Il Teatro Prati è stato considerato per anni il “tempio del teatro napoletano a Roma” e Fabio Gravina uno dei suoi principali interpreti. 
Scrive Raffaele Gabellini (“Il Tempo” Roma 10 aprile 2002) : “Fabio Gravina, vera colonna portante del teatro partenopeo e presenza insostituibile a Roma con la sua Compagnia Teatrale Umoristica Quartaparete”. 
Nell'Opera Omnia pubblicata da Rai Cinema 01 su Eduardo De Filippo; nei contenuti extra ci sono stralci delle messe in scena di Fabio Gravina delle commedie di Eduardo Scarpetta con alcune interviste allo stesso Gravina.
Nella edizione della Mondadori De Filippo Teatro, a cura del critico teatrale Paola Quarenghi, Fabio Gravina viene più volte citato per alcune messe in scena del grande drammaturgo Eduardo. 
Dall'ottobre 2012 Fabio Gravina decide di cambiare il repertorio teatrale che lo aveva visto protagonista per oltre vent'anni. Inizia una nuova scommessa: affrontare nuovi testi da lui stesso scritti in italiano e contemporanei e rappresentare classici del teatro italiano che sono stati portati al successo da grandi Compagnie della scena italiana. 
Ed il “nuovo”, che emerge con forza travolgente, è oggi rappresentato soprattutto dal suo lavoro di autore. Ormai sono numerose le commedie scritte da Fabio Gravina, rappresentate al Teatro Prati e accolte dal pubblico con entusiasmo.
Ciò che maggiormente colpisce il pubblico è l'intensità dei testi scritti da Fabio Gravina: felice equilibrio tra comicità esilarante e riflessione, a volte anche amara, della vita. Tra feroce osservazione della realtà contemporanea e narrazione delicata e rispettosa dei sentimenti umani. 
Si rivendica, nelle commedie di Fabio Gravina, il diritto di credere nei valori più profondi della società ed il coraggio di vivere seguendoli.
I suoi personaggi, soprattutto i vili, gli arroganti, i superficiali, sono lo specchio del degrado morale dei nostri tempi e, come nella migliore tradizione della commedia all'italiana, la denuncia ed il riscatto si leggono nella storia attraverso la lente della satira e della comicità. 
Scrive Sebastiano Biancheri: “l'intento dell'autore è di insinuare nello spettatore alcune considerazioni che lo inducano ad una riflessione amara oltre la burla e l’opera comica, ad una osservazione semiseria ma arguta della realtà. Gravina ha il merito di riconoscere allo spettatore un ruolo dinamico, lo coinvolge con una provocazione intelligente e ne sperimenta la soglia di attenzione vigile, ne solletica umori e gradimenti per poi percepire opinioni significative e compatibili con un malessere e un disagio di chi, dietro la risata, si riconosce nel personaggio, condivide sentimenti virtuosi e rifiuta facili accomunamenti. Quella di Gravina non è mai comicità fine a se stessa, ma nel solco della tradizione della commedia all’italiana, è satira di costume che riproduce fatti e misfatti di un paese reale in cerca di identità, travolto da scandali, che deve fare i conti con le trasformazioni repentine degli ultimi decenni”.
Il lavoro di Fabio Gravina come autore è intenso e le sue commedie emozionanti.
Oggi prosegue il suo impegno al Teatro Prati e alcune delle commedie da lui rappresentate sono state pubblicate in DVD. Per Fabio Gravina la continua ricerca e l’infaticabile lavoro hanno un unico scopo: mettere la sua passione e la sua fantasia a servizio dello spettatore, al quale ama riservare sempre nuove sorprese.

Teatro:


"TRE PECORE VIZIOSE” 
"IL MEDICO DEI PAZZI” 
“L’OSPITE GRADITO” 
“L’AMICO DEL DIAVOLO” 
“TRE CALZONI FORTUNATI” 
“PERICOLOSAMENTE” 
“CASANOVA FAREBBE COSI’”
“L’AMICO DI PAPA’” 
“SPACCA IL CENTESIMO 
“NON E’ VERO... MA CI CREDO!” 
“NON TI PAGO!” 
“I CASI SONO DUE” 
“IL SETTIMO SI RIPOSO’”
“PER ME COME SE FOSSE” 
“UOMO E GALANTUOMO” 
“COME SI RAPINA UNA BANCA” 
“’O TUONO ‘E MARZO” 
“DITEGLI SEMPRE DI SI!” 
“CHI E’ PIU’ FELICE DI ME!” 
“LA LETTERA DI MAMMA’” 
"UN TURCO NAPOLETANO” 
“DON RAFFAELE IL TROMBONE & PRANZIAMO ASSIEME” 
“QUEL PICCOLO CAMPO” 
“IO SONO SUO PADRE”
“BENE MIO E CORE MIO” 
“QUEL BANDITO SONO IO” 
“LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE” 
“CANI E GATTI” 
“I NIPOTI DEL SINDACO” 
“QUESTI FANTASMI”
“MADAMA SANGENELLA” 
“LA FORTUNA SI DIVERTE!” 
“NA SANTARELLA” 
“’O SCARFALIETTO”
“GENNARINO HA FATTO IL VOTO!” 
“'NA MUGLIERA ZETELLA”
“LA SETTIMANA BIANCA”
“MA C'È PAPÀ!”
“OSCAR IL FIDANZATO DI MIA FIGLIA”
“L'ALBERGO DEL SILENZIO”
“UN FIGLIO PER MIA MOGLIE”
“'A NANASSA”
“L'APPARENZA INGANNA”
“IN 4 SUL PIANEROTTOLO”
“LE PILLOLE D'ERCOLE”
“NON TI CONOSCO PIÙ!”
“MA CHE BELLA SERATA & LA RESA DEI CONTI!”


Autore:


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Ridere ridere ridere (atti unici)
Televisione
Anime in pena 


atto unico di Fabio Gravina regia Guendalina Biuso 
Prod. Rai Cultural/Arte del Teatro s.r.l.
Andato in onda su Rai Uno il 30 luglio 2010 e successivamente replicato su Rai 4 e ancora su Rai Uno.


Cinema:


Interprete, sceneggiatore e regista del film: Un figlio a tutti i costi 
Produzione 35 millimetri s.r.l.
Al cinema dal 1 marzo 2018


Partecipazione al film: La Macchinazione di David Grieco con Massimo Ranieri.
Partecipazione al film: Made in China napoletano di Simone Schettino

Note

Nell'Opera Omnia pubblicata da Rai Cinema 01 su Eduardo De Filippo; nei contenuti extra ci sono stralci delle messe in scena di Fabio Gravina delle commedie di Eduardo Scarpetta con alcune interviste allo stesso Gravina



3 commenti:

  1. Bellissima intervista perché un'attore autore e direttore di teatro che afferma che Teatro è il luogo dove si portano in scena,vizi e virtù dell'uomo e si insegnano i valori da trasmettere ai giovani...è bellissimo in un momento in cui si stanno perdendo li stessi...poi W la Napoletanità...che adoro !!spero di andare in questo splendido teatro dove si trasmette anche umanità...questo messaggio mi è arrivato da questa splendida intervista...chapeau !

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    1. Sono d'accordo! Il teatro ha un compito nobile e necessario che è quello di educare.

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PennadorodiTania CroceDesign byIole