Romano Talevi, un cantante mistico e visionario in Tangenziale. L'intervista

L’attore, autore e regista Romano Talevi, noto al grande pubblico per il personaggio dello scienziato pazzo alla trasmissione condotta da Paolo Bonolis Avanti un altro, torna a teatro con “Tangenziale” uno spettacolo rock, pop, lirico, filosofico, di cui ci parlerà nell’intervista che ci ha gentilmente concesso. 


Tania Croce) “L’essenziale è invisibile agli occhi” come scrisse Exupery ne Il Piccolo Principe ma il saggio cieco nel tuo spettacolo, vede cose ben oltre il visibile. Raccontami le sue visioni e le tue. 

Romano Talevi) Ti riferisci a Krapp, il musicista cieco dell’Opera. La sua è una cecità “che accende i sogni”, come lui stesso definisce la sua malformazione, che in questo caso assume un valore mistico direi, perché lui possiede un dono: riesce a leggere nel cuore della gente. L’accostamento a Tiresia, personaggio del mito greco, sorge quasi spontanea, ma Krapp non predice il futuro, guarda dentro le anime del mondo, della città che lo circonda, dell’universo stesso forse, lui vive ormai oltre le cose e oltre lui. Viene da lontano, da un tempo remoto e ciò che vede, le sue visioni, riguardano mondi interiori, antichi come l’Umanità stessa. Raccontarle? Non è certo facile, nemmeno per lui, allora le canta. Canta di un mondo ormai allo sbando, di borderline, di assassini dal grande cuore, di anime perse nell’ignoto profondo dell’esistenza umana, canta di amore, di odio, di valori ormai persi, di conflitti generazionali. Canta della speranza, di ognuno di noi e forse anche di come noi potremmo vedere le cose, se dessimo luce ai nostri occhi. Le sue visioni sono la poesia dell’Universo, per questo ama Shakespeare, come me. 

Tania Croce) Sei convinto che il teatro sia il luogo fisico e mentale dove la catarsi sia realmente necessaria oggi? 

Romano Talevi) Assolutamente sì, ed oggi più che mai a mio avviso. Il teatro è sempre stato un luogo di aggregazione e di convivenza. Nei riti sciamanici tutta la comunità partecipava. Nel rappresentare la natura la si esorcizzava, si imparava a conoscerla. Nel teatro greco tutta la città partecipava alle rappresentazioni, si raccontava del mito, dell’uomo, e attraverso di esso il popolo si purificava, era aperto alla conoscenza delle cose del Cielo e della Terra. Catarsi, significa anche liberarsi di eventi traumatizzanti, purificare la propria anima da contaminazioni interiori, e nel processo teatrale questo avviene . L’Attore diventa il tramite tra l’Uomo e gli Dei, diviene custode del passaggio tra la realtà e sogno, diventando rappresentazione del mondo. Se una tempesta solare spazzasse via tutta la nostra tecnologia in un sol colpo, l’unica azione che rimarrebbe vitale sarebbe quella del Teatro, perché attraverso la sua funzione potremmo celebrare il rito purificatorio necessario alla nostra sopravvivenza. In un tempo in cui tutto si connette sui social, il teatro diventa luogo di comunicazione, corporea e spirituale, mentale e fisica. Ciò che ci sembra irrazionale diventa razionale e viceversa. Compenetrarsi nella Natura, come dice Diderot, nella natura delle cose, per purificare la nostra anima e rigenerare la nostra vita, con nuovi stimoli, che si possano toccare e sentire, viverli in presa diretta, per cosi dire, senza modificarli come si fa con il tok tok. Ormai andare a teatro o farlo, è diventato un atto rivoluzionario e allora viva la rivoluzione, catarsi pacifica, necessaria, per avvicinarsi a comprendere ciò che ci circonda. 


Tania Croce) Cosa vorresti dire ai giovani? 

Romano Talevi) Vorrei dire loro, appunto, di non perdere di vista ciò che li circonda, vorrei dire loro di vivere fino in fondo la propria vita. Loro vivranno un mondo nuovo, dove la tecnologia la farà da padrona, dove tutto sarà virtuale, dove tutto corre alla velocità della luce. Dove si ipotizzano viaggi interstellari e si cercano nuovi pianeti da abitare perché questo nostro piccolo pianeta ormai è allo stremo. Non avranno la fortuna che abbiamo avuto noi “adulti” di poter inseguire i nostri sogni, per loro sarà molto più difficile, purtroppo non abbiamo lasciato loro una bella eredità, e toccherà ai giovani rimediare ai nostri errori. Sogneranno in maniera diversa dalla nostra, magari con una maggiore lungimiranza, ho fiducia in loro. Voglio dire loro che non bisogna mollare mai, ma lottare per i propri valori in armonia con la natura delle cose e avere sempre speranza e fiducia nelle proprie azioni. Ragionare più con la testa che con la pancia, cosa che purtroppo noi “adulti” ormai abbiamo perso, la nostra ingordigia è diventata immensa e divora tutto, un po’ come il nulla della “Storia Infinita”. Prima di tutto vorrei chiedere loro scusa. 

Tania Croce) C’è un momento in cui si sente la necessità di fare e mostrare certe verità? 

Romano Talevi) Sì, certamente. Credo sia necessario. Soprattutto di questi tempi, in cui le verità si possono facilmente manipolare. Può farlo chiunque, millenni di storia si possano tranquillamente cancellare con un click. Si possono negare fatti storici che hanno cambiato la nostra esistenza. Questo mi spaventa. I “poteri occulti”. Un potere invisibile che indirizza le masse verso una globalizzazione piatta in cui tutto apparentemente è bellissimo ma poi sotto sotto la verità è un’altra. Il teatro è sicuramente un grande veicolo di fruizione della verità, può esserlo, deve esserlo! Un luogo in cui le verità si possano avvertire sulla propria pelle, verità magari anche scomode ma necessarie. La verità è onesta. 

Tania Croce) Torni al teatro Lo Spazio, che amai definire, Lo spazio delle emozioni, per dedicare questo spettacolo a chi in particolar modo? 

Romano Talevi) Lo dedico a tutti! A tutti quelli che verranno e a tutti quelli che non verranno. Tanti già ci hanno sostenuto, tanti torneranno. Lo dedico a chi vorrà condividere le nostre emozioni in una bella serata di teatro, con tanta musica dal vivo, un po’ di storie da raccontare e della buona poesia nelle parole dei sonetti di Shakespeare. Lo dedico ai miei compagni di viaggio. 

Trascrivo quest'intervista commossa ed emozionata, invitando tutti indistintamente a scoprire al Teatro Lo Spazio dal 26 novembre 2019, uno spettacolo mistico e necessario come Tangenziale, diretto e interpretato dallo straordinario attore che abbiamo incontrato oggi!

di Tania Croce

2 commenti:

  1. Bellissima ed emozionante intervista...che ci lascia a bocca aperta e col cuore che batte più velocemente perchè le risposte ti arrivano dritte al cuore e alla tua anima...grazie per le belle domande Tania che hanno scaturito ...tanta beltà!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wow, emozioni condivise sempre con te! Grazieeeeeeee

      Elimina

PennadorodiTania CroceDesign byIole